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                                       LA STRATEGIA INDIRETTA (THE INDIRECT STRATEGY)
il pacifismo che propugna il ritiro dalla Guerra Iraq è un prodotto della Guerra Fredda
by Giuseppe Brindisi, 30 maggio 2004
 























Cortina di ferro è un termine utilizzato ad Occidente per indicare la linea di confine che divise l'Europa in due zone separate di influenza politica, dalla fine della seconda guerra mondiale alla fine della Guerra Fredda. Durante questo periodo, l'Europa Orientale era sotto il controllo politico e l'influenza dell'Unione Sovietica, mentre l'Europa Occidentale godette della libertà politica. Il termine deriva da un lungo discorso di Winston Churchill del 5 marzo 1946 tenuto a Fulton (Missouri):

"Da Stettino nel Baltico a Trieste nell'Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente. Dietro quella linea giacciono tutte le capitali dei vecchi Stati dell'Europa Centrale ed Orientale. Varsavia, Berlino, Praga, Vienna, Budapest, Belgrado, Bucarest e Sofia; tutte queste famose città e le popolazioni attorno ad esse, giacciono in quella che devo chiamare sfera Sovietica, e sono tutte soggette, in un modo o nell'altro, non solo all'influenza Sovietica ma anche a una altissima e in alcuni casi crescente forma di controllo di Mosca".

L'equilibrio del terrore generò la Strategia Indiretta. Fu chiamata Guerra Fredda anche se costellata da guerre regionali e conflitti locali, limitati solo nell'impiego di armi nucleari. La guerra di Corea e la Guerra in Vietnam vedono gli USA direttamente impegnati a contenere l'espansione comunista in Asia, Africa ed America del Sud. Questi conflitti sono immersi nel ciclopico scontro indiretto fatto di guerre civili, guerriglie, colpi di stato, propaganda ideologica palese ed occulta, diffuso ed aggressivo spionaggio e controspionaggio, appoggi a rivolte etniche e razziali, alimentazione politico-ideologica di fenomeni come la contestazione, il pacifismo, la dissidenza, il terrorismo. le lotte sindacali, il terzomondismo, l'anticolonialismo, la liberalizzazione della droga, l'obiezione di coscienza, gli attriti generazzionali.

L'Occidente fa perno sugli ideali di libertà e di benessere, i Sovietici sulle ideologie e sui miti utopistici-religiosi del comunismo: la fine dello sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo, l'abolizione della proprietà privata, la generalizzazione del collettivismo materiale ed immateriale, la libertà dei popoli oppressi dai sistemi capitalistici basati sull'avere e non sull'essere.

Fenomeni ed eventi che "ai non addetti al lavoro" appaiono spontanei e naturali si avvalevano di pianificazioni scientifiche curate da strateghi di strategia indiretta tese ad anemizzare la capacità di resistenza e di esercizio della volontà dell'avversario. La propaganda ideologica faceva leva su frammenti di verità, su aspirazioni represse di minoranze e di diseredati, sugli idealismi della gioventù, sugli aneliti al riscatto dei vinti e dei sottomessi.

L'azione più subdola di matrice comunista è il sistematico minamento dei valori spirituali e culturali dell'Occidente incentrati  sull'individuo e non sulle masse e pervasi da idiosincrasia per i sistemi verticisti ed assolutistici; in uno, sulla concezione greco-romano-cristiana del mondo. La medesima concezione che contrappose Atene a Sparta, il Mondo greco al mondo asiatico della Persia. Si diceva azione subdola; riscontrabile, ad esempio, nell'esaltazione degli studi tecnici e nell'avversione per quelli classici ed umanistici.

L'avviamento ad "arti e mestieri" è sponsorizzato dalla sinistra che, privilegia la cura degli istituti tecnici e trascura, se non avversa, i licei classici.
Il pacifismo, l'obiezione di coscienza,sono veri e propri cavalli di troia. Mentre in URSS si gulagizzava chiunque avesse osato contestare la ferma obbligatoria pluriennale o che avesse accennato appena all'utopia del pacifismo, il KGB infesta i movimenti pacifisti con agguerriti agitprop formati nelle scuole dei servizi segreti sovietici.

La materia è vasta; in questa sede si è voluto portare a conoscenza del popolo internettiano non addentro alla cultura polemologica,  del fenomeno carsico della Strategia Indiretta. Si ritornerà sulla interessante scienza per svelarne la vicinanza con la filosofia, la psicologia, la sociologia, con la politica e con la polemologia.




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Cortina di ferro
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Cortina di ferro è un termine utilizzato ad occidente per indicare la linea di confine che divise l'Europa in due zone separate di influenza politica, dalla fine della seconda guerra mondiale alla fine della Guerra Fredda. Durante questo periodo, l'Europa Orientale era sotto il controllo politico e/o l'influenza dell'Unione Sovietica, mentre l'Europa Occidentale godette della libertà politica. Il termine deriva da un lungo discorso di Winston Churchill del 5 marzo 1946 tenuto a Fulton (Missouri):

"Da Stettino nel Baltico a Trieste nell'Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente. Dietro quella linea giaciono tutte le capitali dei vecchi stati dell'Europa Centrale ed Orientale. Varsavia, Berlino, Praga, Vienna, Budapest, Belgrado, Bucarest e Sofia; tutte queste famose città e le popolazioni attorno ad esse, giaciono in quella che devo chiamare sfera Sovietica, e sono tutte soggette, in un modo o nell'altro, non solo all'influenza Sovietica ma anche a una altissima e in alcuni casi crescente forma di controllo da Mosca".

La frase era stata usata un anno prima in un articolo su "L'anno 2000" da Joseph Goebbels[1] (http://www.calvin.edu/academic/cas/gpa/goeb49.htm):

"Se il popolo tedesco deporrà le sue armi, i Sovietici, in base agli accordi presi tra Roosevelt, Churchill e Stalin, occuperanno tutta l'Europa Orientale e Sudorientale assieme a gran parte del Reich. Una cortina di ferro cadrà sopra questo enorme territorio controllato dall'Unione Sovietica, dietro il quale le nazioni veranno massacrate".

Allen Dulles usò il termine in un discorso del 3 dicembre 1945, riferendosi solo alla Germania:

E' difficile dire cosa stia accadendo, ma in generale i russi stanno agendo appena meglio dei thug (assassini). Hanno spazzato via tutta la liqudità. Le tessere per il cibo non vengono rilasciate ai tedeschi, che sono costretti a viaggiare a piedi nella zona russa, spesso più morti che vivi. Una cortina di ferro è discesa sul destino di queste genti ed è molto probabile che le loro condizioni siano veramente terribili. Le promesse di Yalta al contrario, probabilmente da 8 a 10 milioni di persone stanno venendo ridotte in schiavitù.

Fu il discorso di Churchill comunque, che rese popolare la frase e la fece conoscere al grosso del pubblico.

Anche se la frase non fu bene accolta a quel tempo, con il rafforzarsi della Guerra Fredda, guadagnò popolarità come riferimento rapido allla divisione dell'Europa. La cortina di ferro servì a tenere la gente all'interno e l'informazione all'esterno, e la metafora guadagnò un'ampia accettazione ad Ovest. Una variante, la cortina di bambù, venne coniata con riferimento alla Cina Comunista.

Con il rilassamento della contrapposizione tra le nazioni del "Mondo libero" e quelle dietro la cortina di ferro, e con la fine della Guerra Fredda, il termine viene ormai usato solo in ambito storico.














THE INDIRECT STRATEGY 
the pacifism produced of the Cold War  
by Giuseppe Brindisi, May 30 th 2004    

When direct fight is not practicable, because of stalemate that make it, if not impossible, extremely unprofitable, the clash between conflicting will, as a rule, is manifested with indirect manoeuvre aimed at wearing enemy’s will and operational ability down. The so-called indirect strategy is realized.  During the Cold war this general recourse to such form of strategy was applied. The arms race conducted USA and URSS to nuclear stalemate. Even if one of the two superpowers attacked by surprised the other with nuclear weapons, it would not have prevented the retaliation with an nuclear massive answer and as consequence mutual destruction, if not the whole world destruction. Neither was possible to set a limit, for the fight, to the use of the conventional weapons, because, a nuclear escalation was sure.
In Europe, than, the division of the world in two spheres of influence, opposed, the Nato and the Pact of  VARSAVIA that faced in a delicate stalemate: the attack to a single state of the block, would have caused the armed reaction of the whole contrasted alliance.

Iron Curtain is a term used in western state to point out the borderline that divided Europe into two separate zones of political influence, from the end of the second World war to the end of the Cold War. During this period, eastern Europe was under political control and influence of the Soviet Union, while western Europe had  political liberty. The term derives from a Winston Churchill’s long speech kept on March 5 th 1946 in Fulton (Missouri): "From Stettino in the Baltic, to Trieste in the Adriatic, an iron curtain has gone down through the continent. Behind that line, lie all the capital cities of old States of Central and Oriental Europe. Varsavia, Berlin, Prague, Vienna, Budapest, Belgrade, Bucharest and Sofia; these whole famous cities and the populations around them, lie in that, I have to call Soviet sphere, and they are all subject , in a way or in the other, not only to the Soviet influence but also to a high and in some cases increasing form of control in Moscow"

The balance of terror generates the Indirect Strategy. It was called Cold War even if studded by regional wars and local conflicts, limited only in the use of nuclear weapons. The war of Korea and the War in Vietnam are containment conflicts  through which the USA  limited the communist expansion in Asia, Africa and America of the South. These conflicts are immersed in the mammoth  indirect war made of civil wars, guerrillas, coup d’etate, clear and hidden ideological propaganda, widespread and aggressive espionage and counterespionage, supports to ethnic and racial revolts, political-ideological feeding of phenomenon as protest, pacifism, dissent, terrorism, trade–union struggles,  anti-colonialism, drug liberalization, conscientious objection, conflicts between generations.
Western lands pivot on the ideal of liberty and comfort, the Soviets on the ideologies and on the utopian-religious myths of the communism: the end of men’s exploitation, the abolition of private ownership, the generalization of the material and immaterial collectivism, the liberty of the people oppressed by capitalistic systems based on the possession and not on the being. Phenomenon and events that appear to the outsiders as spontaneous and natural, were the result of scientific planning cared by strategists whose indirect strategy was to destroy the ability of resistance and exercise of the adversary’s will. The ideological propaganda appealed to fragments of truth, to juveniles and destitute repressed ambitions, to the idealisms of the youth, to the yearning after the redemption of the defeated and the subdued ones. The most deceitful action by communist matrix is the systematic destruction of western spiritual and cultural values centred around individual and not around masses, pervaded by idiosyncrasy for the absolutistic systems; in one word, around the Greek-Roman-Christian conception of the world. The same conception that contrasted Athens to Sparta, the Greek World to the Asian world of the Persia. Deceitful action was said; verifiable, for instance, in the exaltation of the technical studies and in the aversion for those classical and humanistic one. Professional training courses and the introduction to "arts and crafts" are sponsored by the left wing that, privileges the care for technical institutes and neglects, if it doesn't oppose, the classical high school. Pacifism, conscientious objection, are real Trojan horses. While in the USSR whoever dared to contest the compulsory term of service, or mentioned to the utopia of pacifism, was sent to gulag, the KGB infests pacifists movements with fully grown agitprop trained in the schools of the soviet secret services. Subject matter is wide; in this centre we want the internet people to know the polemological culture of the Indirect Strategy phenomenon . We will discuss again about the interesting science to disclose its proximity to philosophy, psychology, sociology, with politics and with polemology.


























NATO
(North Atlantic Treaty Organization, Organizzazione del patto dell'Atlantico settentrionale)


Organismo internazionale politico-militare creato con il Patto atlantico il 4 aprile 1949 a Washington tra dieci paesi europei (Belgio, Danimarca, Francia, Gran Bretagna Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda Portogallo) e due paesi americani (Canada e Usa) cui s'aggiunsero Grecia e Turchia (19S2), Repubblica federale tedesca (19SS) e Spagna (1982). Nel 1966 la Francia uscì dall'alleanza militare integrata, continuando però a far parte dell’organizzazione politica.

II testo del patto prevedeva la collaborazione politica, economica e militare per garantire la difesa collettiva in caso d'aggressione contro uno dei paesi aderenti. La Nato dispone di una complessa struttura diretta da un Consiglio atlantico e coordinate da un segretario generale. Le forze armate comuni, articolate in settori territoriali di competenza, sono sotto gli ordini di un comandante supremo. Voluta dagli Usa per fronteggiare la minaccia di espansionismo sovietico in Europa, la Nato resse il peso del confronto diretto con le forze del Patto di Varsavia negli anni della guerra fredda, prima sul piano degli armamenti convenzionali e poi, dalla fine degli anni Cinquanta, col dispiegamento delle armi nucleari. La fine della contrapposizione dei blocchi, la dissoluzione dell'Urss (1991) e il processo di dissoluzione dell’impegno militare statunitense con la presidenza Clinton (1993) posero il problema di una ridefinizione dei compiti dell’Alleanza.

(da "Dizionario di storia" Milano,1993)

indice documenti

















blocco comunista
Il Patto di Varsavia

Il comunismo era così stato imposto alle nazioni conquistate dall’Armata Rossa. L’URSS creò rapidamente istituzioni che collegassero il suo nuovo impero. Il legame politico si stabilì nel Cominform, sorto nel 1947 come coordinamento politico dei partiti comunisti al potere. I rapporti economici venivano decisi nel Comecon (Consiglio di mutua assistenza), istituito sempre nel 1947 per armonizzare l’economia dei Paesi orientali con i piani di sviluppo dell’Unione Sovietica.

La morte di Stalin nel 1953 non cambiò la politica dell’URSS nel clima della "guerra fredda". Nel 1955 fu costituito l’organismo militare che si contrapponeva alla NATO, il Patto di Varsavia, alleanza per la sicurezza dei Paesi del blocco sovietico da minacce esterne. Tale patto garantì soprattutto il mantenimento dei vari regimi comunisti: era infatti previsto il principio di intervento delle truppe del Patto all’interno dei Paesi aderenti in caso di rivolte. La prima era scoppiata nel 1953 a Berlino, dove gli operai insorsero per protestare contro le dure condizioni di lavoro; la polizia con l’aiuto dell’Armata Rossa domò in un mese la sommossa.

Nel 1956 una serie di disordini in Polonia trovò soluzione nel cambio della classe dirigente comunista. Occorse invece un intervento massiccio di truppe corazzate sovietiche per riprendere il controllo dell’Ungheria dopo la sanguinosa rivolta di Budapest. La durissima repressione degli insorti ungheresi ebbe forti ripercussioni politiche in Occidente, ma servì per qualche anno da monito ai "satelliti" dell’uRss. L’unico Paese comunista che seppe mantenere l’indipendenza da Mosca era la Jugoslavia, che non aveva neppure aderito al Patto di Varsavia
















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Quando lo scontro armato diretto non è praticabile, per situazioni di stallo che lo rendono, se non impossibile, estremamente inconveniente, lo scontro tra le volontà contrapposte, di norma, si manifesta con l'attuazione di disegni di manovra indiretti tesi a fiaccare la volontà e la capacità operativa del nemico. Si attua la cosiddetta strategia indiretta.  Il ricorso generalizzato a tale forma di strategia lo si ebbe durante la guerra fredda. La corsa agli armamenti aveva condotto USA ed URRS allo stallo nucleare. Anche se una delle due superpotenze avesse attaccato di sorpresa l'altra con armi nucleari, non avrebbe impedito la ritorsione con una risposta nucleare masiccia  e la conseguente distruzione reciproca, se non del mondo intero. 
Nè era possibile limitare lo scontro all'uso delle  armi convenzionali, perchè, di certo, vi sarebbe stata una escalation nucleare.
In Europa, poi, la divisione del mondo in due sfere d'influenza, aveva contrapposto la NATO ed il PATTO di VARSAVIA che si fronteggiavano in una delicata situazione di stallo tale che, l'attacco, anche ad uno solo dei Paesi dei blocchi, avrebbe provocato la reazione armata dell'intera alleanza contrapposta.