dDopo la guerra in Iraq
Trend strategici
di Giuseppe Brindisi
15 novembre 2005

Per una maggiore chiarezza di comunicazione si esplicita il significato convenzionale attribuito ai nodi del linguaggio dello scritto:
- time frame strategico: finestra temporale aperta sugli eventi strategici del periodo di tempo analizzato;
- Trend strategico: tendenza degli eventi politici internazionali compresi conflitti e guerre;
- entità strategica: aggregazione socio-politica capace di produrre ed incidere su situazioni strategiche;
- correlazioni tra entità strategiche: rapporti politici, alleanze, conflitti, relazioni tra le entità;
- Eventi strategici: fatti di rilevanza politica regionale e planetaria;

Il metodo di analisi si sviluppa attraverso, la scelta del time frame strategico; l’individuazione delle entità strategiche; degli eventi strategici; delle correlazioni tra entità strategiche ed eventi; dei trend strategici fluiti. Si potranno, in tal modo, tracciare le possibili linee di sviluppo degli stessi trend.

Il time frame scelto va dalla caduta del muro di Berlino ai nostri giorni.
Le entità strategiche considerate sono: USA, Europa, Paesi dell’Est del disciolto Impero sovietico, Russia, Cina, Israele, Palestina, India, Mondo Arabo moderato e filo-americano, Mondo Arabo integralista.

Eventi strategici salienti: la caduta del muro di Berlino, l’endemico conflitto arabo-palestinese-israeliano, l’andamento dei bilanci della Difesa nel mondo,  il crescendo degli attentati terroristici  l’allargamento della NATO, l’attacco all’America dell’11 settembre 2001,  le guerre in Afghanistan ed in Iraq.

Gli USA, dopo la caduta del muro di Berlino assurgono a potenza unica planetaria ed assoluta.

Il potenziale militare, economico, finanziario, scientifico e tecnologico sovrasta quello del resto del mondo (vedasi saggio su USA, potenza assoluta). L’ultimo bilancio militare si avvicina ai 400 miliardi di dollari - verso un milione di miliardi delle vecchie lire - pari a circa il 50% della spesa militare mondiale.
Il trend dello strumento militare è in ascesa in tutti i settori ed in particolare nei sistemi di comando e controllo, delle armi intelligenti, degli aerei robotizzati. Il dominio planetario è indiscutibile in terra, in mare e nello spazio.

L’Europa stenta ad imboccare la strada dell’unione politica e di difesa. Resta un’entità prevalentemente economica e commerciale e la sua dipendenza scientifica e tecnologica dagli USA è condizionante (vedi. Difesa Europea: sei personaggi in cerca d’autore).

I paesi dell’Europa orientale, già appartenenti allo scomparso Patto di Varsavia, son quasi tutti transitati nella NATO. La Germania dell’Est è confluita nella madre patria poco dopo la caduta del muro di Berlino. Hanno incrementato la spesa in armamenti per gli obblighi derivanti nel passaggio nella NATO.

La Russia, notevolmente depotenziata militarmente, sviluppa una politica europea occidentale e si avvia ad entrare nella NATO con il peso del proprio armamento nucleare strategico e tattico che, anche se ridotto in numero di ordigni e lanciatori, è pur sempre secondo dopo quello USA.

La Cina, di nome comunista ma di fatto capitalista, vive una crescita economica industriale eccezionale. Continua a potenziare le proprie forze armate che, a parte la capacità nucleare a media distanza, sono ad un livello di potenza regionale e lontano da preoccupare a breve termine gli USA. Aumenta la sua pericolosità potenziale. Con l’entrata della Russia, la NATO raggiungerà i suoi confini ed i contrasti territoriali con la Russia, potrebbero acuirsi.

La NATO sarebbe in grado di fronteggiare la minaccia cinese con il potenziale nucleare ora decisamente favorevole agli USA ed alla Russia in grado di attuare una ipotetica strategia del “primo colpo” contro la potenza nucleare cinese non ancora idonea a rispondere con il “secondo colpo”, vista la capacità nucleare attuale. Il raggiungimento, da parte cinese, della potenzialità del “secondo colpo” creerebbe una situazione pericolosissima per la situazione di stallo in campo convenzionale. La Cina non ha speranza di successo offensivo convenzionale ed altrettanto la Russia o la NATO.

L’India, con oltre un miliardo di abitanti, è un gigante demografico ma nano militare, se si eccettua la capacità nucleare regionale. Ad essa si contrappone il Pakistan, nemico storico, dotato di armi nucleari con vettori a medio raggio. Il pericolo di conflitto regionale è elevato e soltanto gli USA possono moderare i contrasti tra i due Stati.

- Israele è una potenza regionale nucleare, e più che alleata, è il prolungamento della potenza USA nel Medio Oriente. La politica israeliana è la chiave di volta dell’instabilità medio-orientale. La pace mondiale è subordinata allo smussamento delle velleità Israeliane sui territori palestinesi occupati con le guerre arabo-israeliane. Dal successo dell’iniziativa conosciuta come “road map” dipende l’attenuazione della virulenza terroristica nell’area medio-orietale.
Per ora il movimento del trend è laterale, si direbbe in borsa. La proiezione darebbe una inversione di trend positivo con l’esercizio determinante del potere politico USA possibile e conveniente dopo il prevedibile successo definitivo in Iraq ed in Afghanistan. Il ritardo del successo degli USA in Asia centrale incide negativamente sulla pace in medio oriente.

I Paesi Arabi costituiscono due entità: la filo-americana, con presenza al suo interno di una componente integralista islamica terrorista o pro-terrorismo e la filo integralista islamica facente capo all’Iran, uno degli Stati canaglia assieme a Corea del Nord ed all’ex-Iraq di Saddam Hussein. La Palestina è un caso a se stante. Entità non statuale ma geo-etnica-religiosa in cerca di riconoscimento di Stato con unità politica e territoriale. Essa è l’origine del fenomeno terrorista il cui sviluppo dura da almeno quaranta anni coincidenti con l’esistenza dello Stato d’Israele.

Il Giappone, gigante industriale ed economico senza reali possibilità di incidere sulla scena strategica planetaria. E’ partner fidatissimo degli USA e, di fatto, occidentale in tutti i suoi aspetti. Dopo quasi 60 anni, le forze armate giapponesi prendono parte ad operazioni militari all’estero con l’invio di un contingente in Iraq. Costituisce, potenzialmente, la potenza asiatica seconda per importanza alla Cina. Ora la propria potenza militare è meno che di livello regionale.

Gli Stati canaglia (Iraq, Siria, Iran, Libia, Corea del Nord, Sudan, Cuba)
La definizione venne coniata dal Dipartimento di Stato americano nel 1993, ma è stata riesumata dal presidente George W. Bush all'indomani dell'11 settembre.
Siria, Libia, Sudan, Cuba, Iran, Iraq e Corea del nord sono i sette paesi messi all'indice dagli USA, ma solo gli ultimi tre costituirebbero il nucleo dell'appoggio al terrorismo.

La Corea del Nord e l’Iran meritano un cenno a parte.
La prima, nemica degli USA dalla guerra degli anni 50, continua imperterrita a reggersi su regime comunista dittatoriale e dinastico. Muore di fame, chiede in pasto le mucche pazze occidentali destinate alla distruzione ma resta comunista e nemica degli USA e dell’Occidente.

Bush l’ha inclusa nell’elenco degli Stati canaglia per la sua politica pro-terrorismo e anti USA e la velleità di dotarsi d’armamenti nucleari. Coloro che donchisciottescamente la difendono dalle ire di Bush dimenticano o, meglio, fanno finta di non ricordare, che a differenza di altri Stati nucleari, la Corea è a regime dittatoriale assolutista ed antidemocratico. La proliferazione degli armamenti nucleari a favore di regimi del genere è reale pericolo per l’umanità.

L’Iran è paese a regime teocratico ed  integralista islamico, visceralmente nemico dell?america. L’irrazionalità di questo regime favorisce lo sviluppo del terrorismo soprattutto con influenze nefaste sui giovani incentrate sulla esaltazione trascendentale del suicidio-omicidio terrorista.

Le linee  di sviluppo strategico degli ultimi quindici anni (1989 caduta del muro di Berlino) sono così sintetizzabili:

Gli USA sono passati dalla politica del contenimento comunista a quella di mantenimento della pace nel Mondo, agendo da braccio armato dell’ONU prima e, nell’ultimo conflitto in Iraq, da protagonista politico e bellico autonomo, a parte l’appoggio diretto di UK. L’attacco al cuore dell’America dell’11 settembre ha dato il via alla guerra preventiva contro i potenziali nemici terroristi.

Dopo la Guerra in Afghanistan e la defenestrazione del regime talebano, gli USA hanno regolato i conti con il Dittatore dell’Iraq Saddam Hussein, nemico degli USA e finanziatore  delle reti terroriste.

Il trend tende certamente ad allargare il perimetro di sicurezza degli USA fino all’Asia Centrale, ove le basi USA consentiranno un più efficace controllo militare e politico del Medio Oriente.

La proiezione del trend va verso l’eliminazione dei regimi degli Stati Canaglia. L’andamento della politica USA indica la determinazione dell’America a proseguire sulla via del Nuovo Ordine Mondiale con o senza la partecipazione attiva dell’Europa e dell’ONU.

La potenza degli USA è tale che consiglierà alle Amministrazioni  repubblicane o democratiche, di seguire la Dottrina di Bush sulla opportunità, necessità della guerra preventiva, dell’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale (NWO), la eliminazione del pericolo della proliferazione nucleare e delle armi di distruzione di massa.

Per il medio-lungo termine, gli USA rafforzeranno la difesa antimissile del loro territorio con il rivitalizzato programma dello “scudo spaziale”, potenzieranno il loro strumento militare, specie per gli aspetti del comando e controllo, delle armi intelligenti, della mobilità strategica e tattica. Né diminuirà il potere marittimo ed aeronautico-spaziale in previsione di evoluzione della minaccia strategica.

L’Europa proseguirà nel movimento laterale senza risolvere i contrasti interni risalenti alle pretese di direzione politica della Francia.

Israele non rinuncerà ai piani di sicurezza in attuazione (costruzione del muro di separazione con i palestinesi e potenziamento delle Forze Armate), specie fino a quando la guerra al terrorismo intrapresa dagli USA, non allontanerà definitivamente il mortale pericolo delle stragi terroriste.

La Russia proseguirà nel percorso d’integrazione europea contribuendo a realizzare il sogno di De Gaulle: l’Europa dall’Atlantico agli Urali.

La Cina continuerà a perseguire la via del successo economico-commerciale consapevole che la politica di potenza nucleare di primo livello la porterebbe inevitabilmente allo scontro con gli USA e con l’Occidente.

Il trend si consolida nell’obiettivo di politica militare difensiva regionale. Un’inversione di trend comporterebbe la corsa agli armamenti nucleari, missilistici navali ed aerei. Non vi sono indicatori in tal senso, né il colosso orientale ha le risorse economico-finanziarie per avviare il programma di armamento necessario a contrastare la potenza americana.

Gli Stati canaglia, dopo la guerra in Iraq, stanno manifestando una rettifica della loro politica antiamericana mostrando una discreta disponibilità verso l'approccio USA che, quasi certamente, non rinuncerà a sostituire gli attuali regimi con governi su basi democratiche ed a politica antiterrorismo ed anti proliferazione nucleare, bioloica e chimica.

In sintesi il pianeta va verso il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale con le incognite del destino dell’ONU e del ruolo dell’Europa


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