A proposito di menzogne e disinformazione
By ( Piero Scaruffi)
giusbrin 8 nov. 2004


Giornalisti italiani ritenuti intellettuali (sic!) scrivono che se i Paesi che hanno inviato contingenti in Iraq seguissero l'esempio della Polonia, che ritirerà i propri militari il prossimo anno, le forze della coalizione in Iraq (USA e UK) si troverebbero in seria difficoltà. Si badi bene il riferimento è alle forze e non, semmai, alla politica. Chi scrive queste baggianate è degno erede del Mussolini che, nel 1941, dichiarò guerra agli Stati Uniti d'America. Gli Stati Uniti entrano così ufficialmente in guerra a fianco dell'Inghilterra e della Russia. E devono operare su tre continenti.

Mussolini andava dicendo che "....con l'America si doveva farla finita, che le potenze dell'Asse dovevano impartire una lezione agli Stati Uniti...".

Il commento dell'autorevole giornalista Giovanni Ansaldo, direttore del Telegrafo, fu sarcastico: "Ma il duce l'ha visto mai l'elenco dei telefoni di New York?". Erano 6 volte superiori a quelli dell'intera Penisola

Dai libri di geografia del 1935 in uso nelle scuole italiane, a New York c'erano installati 1.702.889 apparecchi.
I Telefoni in Italia erano 333.007 (1,02% del mondo), in USA 21.679.000 (59%)
Poi il resto: USA 133.000.000 abitanti. Italia 41.000.000
produzione frumento qli. 250.000.000.  It. 63.000.000
produzione mais 600.000.000. It. 32.000.000
bovini 57.000.000. It. 7.090.000
Ferrovie 401.000 Km. It. 17.017.

E del petrolio nemmeno parlarne, l'America aveva i rubinetti in casa.
Negli Stati Uniti ancora nel 1931si erano prodotte 2.030.532 auto, 435.784 camions; certo meno del 1930 (rispettivamente 2.901.251 e 599.991) ma comunque decisamente una produzione considerevole, opulenta. Una crisi di produzione relativa perchè  dobbiamo considerare che quasi ogni famiglia americana nel 1931 già possedeva un'autovettura.

Al 1° gennaio 1932  troviamo la proporzione di abitanti di 4,59 per ogni automobile; mentre in Francia e Inghilterra l' abbiamo su 28 abitanti, Danimarca 31, Svezia 42, Svizzera 50,  Belgio 51, Norvegia 61, Germania 94, Spagna 119, mentre l'Italia è ferma a 142, battuta solo dalla Grecia con 147.
Nelle Vie d'Italia di aprile del 1932 era riportato il Censimento Mondiale 1931 degli autoveicoli (da pag.105 a 109). "Negli Stati Uniti  sono concentrati gli 88 centesimi degli autoveicoli esistenti in tutto il mondo, 26.697.398 (!!) su 35.805.632".

In Italia alla stessa data ammontavano a 291.587, Francia 1.459.650, Inghilterra 1.663.450, Spagna 189.650, Germania 679.300, Russia 57.640, Giappone 95.719.
E' sufficiente un solo, significativo dato: nel 1929 in Italia le nuove automobili immatricolate erano 33.436, nel 1931 scesero a 14.760 (un numero pari alle auto che di media si producevano e si vendevano nell'arco di 48 ore negli Stati Uniti sempre nello stesso anno 1931.
La crisi americana era grigia, ma non era proprio nera nera come la raccontavano, e come molti ancora la raccontano senza avere sottomano i dati come questi.

Ansaldo non sbagliava! Il successivo 6 gennaio Roosevelt fece il programma "prestiti e affitti" per gli aiuti in due anni  agli inglesi e ai sovietici con una la previsione di spesa pari a 20 miliardi di dollari. Giorgio Bocca in Storia d'Italia, scriverà"... 20.000 milioni di dollari! Una divisione corazzata la si equipaggia con 34 milioni, una di fanteria con 11. Tradotti in questi termini il valore in dollari basterebbe per equipaggiare 588 divisioni corazzate e 2000 divisioni di fanteria.....Cifre da vertigini, specie in un paese come il nostro che non è riuscito a tenere in campo più di una o due divisioni corazzate. E ancora più vertiginosi i programmi d'armamento impostati: 125.000 aerei, 75.000 carri armati, 35.000 cannoni, 8 milioni di tonnellate di naviglio".

Mussolini si era "dimenticato" che doveva sostenere un confronto con la maggiore potenza industriale del mondo.  Un Paese che in un solo mese era in grado di produrre l'intera potenzialità bellica che disponeva l'Italia nel 1941(dopo ancora meno); in una sola settimana estraeva da sotto i piedi  il carburante che l'Italia consumava in un anno; aveva a disposizione il 50% delle risorse potenziali alimentari del pianeta contro l'1% dell'Italia; vi circolavano e si muovevano verso il mare e i monti in spensierate vacanze 30 milioni di automezzi, contro i 166.000 italiani fermi nelle città e i 56.000 che si trovavano in guerra fermi anche questi, perchè senza carburante o pezzi di ricambio. Eppure l'Italia dichiara guerra all'America! Mentre il suo alleato era ormai caduto nella trappola dei russi; e a Stalingrado gli hanno  già congelato i suoi sogni di gloria e anche le sue armate.

"Hitler e Mussolini -scriverà lo storico generale Faldella- a fine dicembre 1941 non erano già più in condizione di formulare piani a lunga scadenza e di prepararsi ad attuarli.  Sono costretti a prendere esclusivamente provvedimenti  di emergenza; sono sotto l'assillo dell'urgenza di risolvere i problemi contingenti, creati dal prolungamento della guerra contro la Russia e la sconfitta in Africa. Mentre Gran Bretagna  e Stati Uniti avevano la libertà d'azione e di iniziativa  che Germania ed Italia avevano già perduto".

Tutto ciò che accadrà dopo non è null'altro che un'assurda ostinazione, una irrazionale follia. Che durerà altri quattro anni, causando milioni e milioni di morti.

Questo quando qualsiasi mente lucida, perfino  un ragazzino, se apriva un Atlante e leggeva le risorse, non avrebbe nemmeno accettato di fare una partita a Monopoli. Lo squilibrio delle forze che scendevano in campo erano nitidamente spropositate. Per l'Italia perfino paradossali.
Eppure!! Finì come finì. In una tragedia! Anzi in una tragedia dopo l'altra. (da http://www.cronologia.it/)

Qualcuno vorrà ricordare la sconfitta degli USA nel  Vietnam, dimenticando che l'America, volendo evitare a tutti i costi una guerra mondiale nucleare con l'URSS, dovette limitare il proprio sforzo facendo il grave errore di portare a 500.000 uomini il contingente in Vietnam con un'alimentazione graduale dello sforzo durata quasi un decennio, violando il principio della concentrazione degli sforzi per evidenti motivi politici internazionali ed interni. Il mondo, al tempo del Vietnam, era bipolare e viveva con l'equilibrio del terrore nucleare. Ora non lo è e Bush può enunciare la sua dottrina chiosandola con "se necessario... da soli"