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L'antiamericanismo spiegato dalla psicanalisi
Torture ai prigionieri e ritiro del contingente italiano
Fuga dall'Iraq guerra
by Giuseppe Brindisi
12 maggio 2004
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si consiglia la letttura di Il terrorismo ha dato inizio, con l'assedio di Nassiya, alla campagna elettorale in Italia>
(Terrorism has given beginning, with the siege of Nassiya, to the advirtising electoral campaign in Italy)>
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In guerra la reazione istintiva al pericolo è la fuga precipitosa. Analoga è la reazione in borsa; quando i prezzi calano repentinamente scoppia il “panic selling” che trasforma il calo in crollo.
Una cosa è la fuga ed un’altra la manovra difensiva tesa a guadagnare tempo ed energia per poter riconquistare l’iniziativa. L’Europa sembra essere in pieno cupio dissolvi; sprofonda inesorabilmente nel mare di inettitudine in cui naviga e, non solo non fa niente per turare le falle del suo scafo, ma ne apre altre. Ogni occasione è buona per gridare al “si salvi chi può”. Il terrorismo, lungi dall’essere sconfitto,  ha massacrato 200 spagnoli nella loro terra. La Spagna, nel panico, scappa dall’Iraq dimenticando che l’America ha intrapreso la lotta contro i terroristi, dopo la strage subita in casa, per creare una cornice di sicurezza per sé e per il mondo libero.

La guerra, si sa, è come la peste bubbonica. I bubboni maturano e scoppiano puzzolenti in un susseguirsi che si arresta solo a malattia vinta o con la morte. L’ultimo bubbone scoppiato?  le torture ai prigionieri iracheni. Invece di pretendere che si applichi la terapia giusta di perseguire i colpevoli, il partito della fuga, antiamericano e antioccidentale, non trova di meglio che gridare “tutti a casa”, ignorando che i terroristi vittoriosi li incalzerebbero per completare il loro successo.
Non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire.

La spiegazione del comportamento cieco-pacifista-antiamericano la si trova nella psicanalisi. Si riporta di seguito, la risposta data dal Prof. Levi  ad un lettore che gli pone questa domanda:

"…Prof. Levi, cosa pensa di questa guerra in Iraq?. In dettaglio, vorrei chiederle se, secondo lei, il possesso del petrolio iracheno e' la vera causa al fondo di tutto. Gli americani smentiscono e dicono che vogliono ripulire l'Iraq  da un dittatore, ma d'altra parte e' possibile che Saddam Hussein, in questo momento, rappresenti una tale minaccia per l'America? Qual'e' la vera causa di questa guerra?  Inoltre, vorrei chiederle quanto segue: in Italia, e credo nel resto d'Europa, si da' per scontato che la vera ragione sia il possesso del petrolio. Ora, io non sono un esperto di finanza e non so lei, ma ho molti dubbi su questa spiegazione.

Ogni volta: che ho provato a rappresentare questo punto di vista, nel concreto, a chiedere cosa c'entrasse il petrolio nella guerra, ho ricevuto risposte dall'evasivo all'insultante. "ma come?, sei cosi' stupido da non avere ancora capito una cosa cosi’ovvia?"
Io saro' anche stupido, ma la mancanza di spiegazioni razionali mi lascia molto perplesso. Leggendo quello che lei scrive sulla condizione borderline (1) dell'Europa odierna, ho "interpretato" come atteggiamenti borderline queste prese di posizione così emozionali, e ho pensato che forse Lei potrebbe aiutare a fare luce su tutta questa vicenda.
Grazie, Giovanni"

"Caro. Sig. Giovanni, concordo pienamente con Lei quando interpreta come una deriva borderline le risposte che riceve sul petrolio e sulle supposte motivazioni americane. Trovandoci su un sito che tratta di psicoanalisi, non mi soffermerò sull’aspetto cosiddetto economico della guerra. Evidenzierò solo il fatto che le motivazioni umane non sono mai economiche, ma pulsionali. Mi sembra che questo fattore sia stato esposto a sufficienza da Freud e dalla psicoanalisi. Respingo, quindi, come superficiale e depistante qualsiasi interpretazione di eventi storici che prenda spunto da una causalità materialistica. Il borderline non potrà mai cercare di analizzare la realtà esterna, in quanto si trova in una regressione sadico orale o intrauterina e, quindi, qualsiasi evento esterno può essere interpretato solo come un rumore di disturbo alla sua condizione simbiotica con la placenta in cui si trova.

Per il borderline, gli eventi veri (quelli esterni) non esistono. Solo come esempio, il fatto che Saddam Hussein subito dopo la guerra del Golfo abbia gasato intere popolazioni curde (irachene), poiché sospette di mancanza di fedeltà al regime, non rappresenta una realtà, né il fatto che abbia continuato a produrre sostanze chimiche e biologiche da dare ai suoi amici di El Qaida affinché le distribuiscano gratis alle vedove e agli orfani dell’Occidente. La realtà, per il borderline, è quella del petrolio, non a caso chiamato oro nero, poiché, infatti, di materiale molto prezioso si tratta. L’età dell’oro, come dovremmo ormai sapere, è una fantasia intrauterina, come quella del Paradiso Terrestre.

Quindi, il borderline allucina oro (materiale prezioso =genitale femminile, nel nostro caso intrauterino) e liquido = liquido amniotico. Nero = feci. Quindi ancora più prezioso poiché, nel processo di regressione, gli stadi di sviluppo superiori da cui il soggetto regredisce vengono arruolati a quello infimo nel quale si è stabilizzato. Pene = sperma = feci = seno = latte =liquido amniotico. Il tutto = pene intrauterino. Vivendo in questa condizione allucinatoria, la proietta sugli altri, in questo caso sugli americani.
Trovandosi in questo stadio psicosessuale, può attribuire agli altri solo le proprie allucinazioni, ed è inutile cercare di richiamarlo al Principio di Realtà, poiché è proprio da questo che deve rifuggire a ogni costo.

Il Principio di Realtà è il più grande nemico dell’allucinazione, e quindi impelle manifestare a gran voce contro la sua presenza minacciosa, dove e quando cerchi di farsi strada. Da qui, che nessuno manifesta quando Saddam gasa i curdi, assassina intere famiglie sul più lieve sospetto di mancanza di rispetto, e affama i bambini del suo popolo mentre i proventi del petrolio finiscono nei suoi conti privati in Svizzera (un milione di bambini iracheni sono morti nell’ultimo decennio per malattie e denutrizione, cosa che non succederà più di sicuro dopo che l’America avrà vinto questa guerra). Né nessuno manifesta contro i Turchi quando si alternano con gli Iracheni nel massacrare i Curdi, poiché desiderano l’indipendenza.

Un borderline non manifesta mai contro i genocidi veri, solo contro quelli allucinati. Se posso darle un consiglio, non si metta mai a discutere con qualcuno che adduce argomentazioni come quelle da Lei riferite. Dia loro un bel sorrisino di superiorità al posto di quello che Le tocca subire quando cerca di chiamare in causa il Principio di Realtà, e almeno si risparmierà
una frustrazione.
Iakov Levi
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(1) BORDLINE    Nessun disturbo come quello borderline risulta altrettanto controverso dal punto di vista della classificazione psicopatologica e rispetto alle differenti descrizioni psicodinamiche. Rientra comunque nei distrurbi di personalità.Il Manuale Statistico Diagnostico IV edizione cerca comunque di tracciare un profilo di questo disturbo.
Ecco una semplice tabella che ci riassume le caratteristiche dei soggetti affetti da questa patologia.

Evitamento esasperato dell'abbandono (anche immaginario) o di una separazione
Instabilità ed intensità dei rapporti interpersonali nei quali si alternano rapidamente idealizzazione e svalutazione dell'altro
Disturbo dell'identità: il senso di sé è mancante di continuità e l'immagine di sé è disturbata
Impulsività in almeno due aree a danno del soggetto: spese eccessive, sesso, uso di sostanze, alcol, alimentazione (abbuffate), comportamenti spericolati.
Ricorrenti atteggiamenti minacciosi, comportamenti suicidari o autolesivi
Instabilità dell'umore: disforia, irritabilità, ansia, con durata di poche ore
Sentimenti cronici di vuoto, intolleranza della noia
Rabbia immotivata, intensa e incontrollata: accessi d'ira, rabbia costante, scontri fisici.
Gravi sintomi dissociativi o transitoria paranoia in relazione a eventi stressanti
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The anti-Americanism explained by the psychoanalysis 
Tortures to the prisoners and withdrawal of the italian detachment 
Escape from Iraq war
by Giuseppe Brindisi 
May 12 th 2004


In war the instinctive reaction to danger is the precipitous escape. Analogous is the reaction on financial markets; when the prices suddenly and unexpectedly come down, “panic selling” bursts out turning the decrease into collapse.
It is as the appeal to the suicide for reaction to serious illness. One thing is the escape and another the defensive manoeuvre aimed at earning time in order to rearrange and to take back the initiative. Europe seems to be in full "cupio dissolvi "; it inexorably sinks in the sea of ineptitude in which it sails and not only doesn't do anything to stop up its leaks  but it opens a new one.
It never misses the chance to shout:” Everyman for himself”
Terrorism, far from being defeated,  has murdered 200 Spanish in their own land, leaves in panic from Iraq forgetting that America has undertaken the struggle against terrorists, after the in-house slaughter, in order to create a safety frame for itself and for the whole free world.
War, is known, is like bubonic plague. Buboes come to a head and burst stinking into a succession that stops only illness is defeated or with death. The last exploded bubo?  Tortures to Iraqi prisoners. Instead of expecting the correct therapy to be applied, to indict the guilty ones, the party of “the escape”, anti-American and anti-western world, can’t find nothing else than to shout “all in house”, ignoring that the victorious terrorists would pursue them to complete their success.
None so deaf as those that will not hear!

. The explanation of the blind-pacifist-anti-american behaviour has to be found in the psychoanalysis. It is brought in the answer given by the Prof. Levi at a reader’s question": …Prof. What do you think about this war in Iraq?. In detail, I would like to ask you if the true cause of this war is to the Iraq’s possession of oil. Americans deny and say that they want to free Iraq from a dictator, but on the other side is possible that Saddam Hussein represents such a threat for America? Which are the true causes of this war?  More over I would like to ask: in Italy and in the rest of Europe, I believe, it is taken for granted that the true reason is the possession of the oil. Now, I am not a financial expert and I don't what about you, but I have many doubts on this explanation. Every time I asked to some representative for this point of view, specially which is the relation between oil and war, I was answered in various evasive or insulting ways "but how could you be so stupid so that you haven’t understood such an obvious thing yet"? I could also be stupid, but I ‘am very perplexed about the lack of rational explanations. Reading about the borderline condition of today's Europe, I understand these taking of so emotional positions, as borderline attitudes and I think you could perhaps help me in light up this matter. Thanks, Giovanni"

"Dear. Mr. Giovanni,
I agree with you when you describe as a drift borderline the answers you receives on the oil and on the suppositories American motivations. Being on  a psychoanalysis site, I won't discuss about the so-called economic aspect of the war. I will underline only the fact that the human reasons are never economic but drive. It seems to me that this factor has been exposed sufficiently by Freud and by the psychoanalysis. I reject therefore as superficial  any interpretation of historical events that is inspired by a materialistic cause. The borderline can never try to analyze external reality, as he is in a sadistic oral or intrauterine regression, and therefore any external event can be interpreted only as a noise of trouble to its condition symbiotic with the placenta in which is found. For the borderline, true events (those outside) do not exist.
Only as example, the fact that Saddam Hussein immediately after the war of the Gulf has murdered with gas whole Kurd populations, as suspected to be unfaithful to the regime, doesn't represent a reality, neither it is the fact that he keeps on producing chemical and biological substances to give his El Qaida friends so that  they can distribute free to the widows and the orphans of the west. The truth, for the borderline, is that of the oil, not by chance called black gold, as, in fact, very precious material is treated. The age of gold, as we should know by now, is an intrauterine imagination as that of the Garden of Eaden.
Then, the borderline hallucinates gold (precious female material =genital, in our intrauterine case) and liquid = amniotic liquid. Black = Faeces.
Even more precious as, in the process of regression, the superior stadiums of development from which the subject regresses are enlisted to that lowest in which he is stabilized. Punishments = sperm = faeces = breast = milk =liquid amniotic. The everything = punishments intrauterine Living in this hallucinatory condition, he projects on the others, in this case on the Americans. 
In this psychosexual stadium, he can attribute his own hallucinations to other only, and it is useless to try to call him back to the Principle of Reality, as it is really from this that he has to escape. The Principle of Reality is the greatest enemy of the hallucination, and therefore we must declare loudly against its threatening presence. From here, no one makes declaration when Saddam kill by Kurdish with gas, assassin whole families upon the lightest suspect of disrespect, and starves the children of his people, while the proceeds of the oil end in its accounts deprived in Switzerland (a million Iraq children they have died in the last decade for illnesses and malnutrition, thing that won't happen for sure after America won this war).
Neither anybody declares against  Turks when they alternatively with the Iraq ones murder the Kurds, as they desire independence.
A borderline never declares against the true genocides, but  only against the hallucinated ones. If I can give you an advise, is never to start a  discussion with someone that offers  reasons as those you have reported. Give them a beautiful smile of superiority in exchange of the behaviour you have to bear when you try to summon the Principle of Reality: and at least you will be saved by a frustration.

Iakov Levi

translation by Dr. Monica Teruggi
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Autobiographical Information:
Iakov Levi is a psychohistorian. He was born in Milan (Italy) in 1947 and migrated to Israel in 1962. He was trained as an archaeologist of the Ancient Middle East (Pre – Classic) at the Tel Aviv University and graduated in 1974. He participated in numerous excavations and surveys. In the last decade, he became interested in the psychological motivations behind historical events, and devoted himself to the study of Freudian psychoanalysis as the key to the understanding of history.
He is co-author of  Uccidere  Dio.  Dall'assassinio di Mosè all'omicidio di Rabin (In Agorà, a cura di Fabio Minazzi, Annuario IV, Varese 2000 – Translated into English as Killing God. From the Assassination of Moses to the Murder of Rabin); “Es” e “Io” nello specchio di Apollo e di Dioniso (In Teorie e Modelli. Rivista di storia e metodologia della psicologia. A cura di Giuseppe Mucciarelli, V . 3 . 2000, Pitagora Editrice, Bologna 2000).
He is author of -  Without Borders: The Borderline Case of United Europe  In Scienza e psicoanalisi. Rivista multimediale di psicoanalisi e scienze applicate, [Entered Feb.7, 2003];  Pinocchio. Il rito iniziatico di un burattino  In Scienza e psicoanalisi. Rivista multimediale di psicoanalisi e scienze applicate, [Entered May 7, 2002];  
Biancaneve e altre vergini In Scienza e psicoanalisi. Rivista multimediale di psicoanalisi e scienze applicate, [Entered 8 Settembre 2002] ;  Zoppi e altri mutilati In Scienza e psicoanalisi. Rivista multimediale di psicoanalisi e scienze applicate, [Entered Dec 27, 2002]; Il silenzio e la parola In Scienza e psicoanalisi. Rivista multimediale di psicoanalisi e scienze applicate [Entered March 2, 2003]; Di Maestri e di allievi In Scienza e psicoanalisi. Rivista multimediale di psicoanalisi e scienze applicate [Entered April 3, 2003]; Regressione intrauterina e politica della penuria In Scienza e psicoanalisi. Rivista multimediale di psicoanalisi e scienze applicate [Entered May 2, 2003]; Sapere e Conoscenza. Dai riti iniziatici alla filosofia platonica. In Dialegesthai. Rivista telematica di filosofia [in linea], anno 4 (2002) [consultato il 29 aprile 2002], disponibile su World Wide Web: <http://mondodomani.org/>, [112 KB], ISSN 1128-5478.Un'analisi del dissenso tra Freud e Jung. La genealogia di un turbamento In Dialegesthai. Rivista telematica di filosofia [in linea], anno 4 (2002) [consultato il 16 luglio 2002], disponibile su World Wide Web: <http://mondodomani.org/>, [115 KB], ISSN 1128-5478.