Suicidio-strage: la peste del nuovo Millennio
La Guerra ha mai avuto limiti? 
30 marzo 2004
by Giuseppe Brindisi

Alessandro Magno, quando le città persiane assediate non si arrendevano, ordinava di uccidere tutti gli abitanti compresi bambini, donne e vecchi. Risparmiava artisti ed artigiani per inviarli schiavi in Grecia. Non diversamente facevano i Romani. Cesare ordinò il taglio delle mani ad un’intera popolazione Gallica che aveva violato i patti.
Gengis Khan, usava far decapitare la maggior parte degli abitanti dei territori conquistati. Le sue armate, per queste barbarie, impiegavano reparti di tagliatori di testa appositamente al loro seguito; essi entravano in azione dopo la conquista e, sistematicamente, staccavano le teste dei vinti come si miete il grano.

Crociati, Turchi, Arabi, Spagnoli, Inglesi, Francesi, Italiani (basti ricordare i massacri coloniali in Abissinia, Somalia ed anche nei Balcani nel secondo conflitto mondiale) non scherzavano. I bombardamenti a tappeto degli americani, di Dresda, di Guernica, di Coventry ed, infine, la distruzione atomica di Hiroshima e Nagasaki completano il triste quadro. I massacri dei tedeschi sono arcinoti (l'orrore è per il genocidio "industriale" di sei milioni di Ebrei). I russi in Germania nel 1945, si vendicano con stupri e massacri di tedeschi dell'Est. Non sono da meno gli eccidi di cinesi, indocinesi, filippini,coreani, perpetrati dai giapponesi  nella seconda guerra mondiale. Con l’avvento dell’arma aerea, la guerra è totale nella teoria e nella pratica. Le popolazioni civili sono da colpire per principio dottrinale, per fiaccare la volontà del nemico.

Cosa cambia con il terrorismo islamico? Qui, gli integralisti, inneggiano all’assoluto spregio della vita propria e del nemico; osannano la morte; ricorrono al generalizzato suicidio-omicidio. Il kamikaze giapponese tentava di distruggere la forza militare nemica; portaerei, corazzate e incrociatori USA.
Il terroristi islamici -anche bambini plagiati- disintegrano il proprio corpo per uccidere nel raggelante disprezzo della vita.
La differenza tra il passato e il presente è il disprezzo assoluto e totale della vita sia propria sia del prossimo, vista come ostacolo alla felicità eterna.
E' questa una novità storica, una svolta genetica che, sembra, non sia valutata come un segnale di autoestinzione.

E’ una concezione ed una pratica aberrante, diabolica. Gli uomini di buona volontà hanno il dovere di fare l’umanamente possibile per stroncare la filosofia dell’autodistruzione della specie umana.
Vi è il pericolo di diffusione epidemica "per simpatia" del nuovo culto  suicidio-omicidio. Guai a sottovalutare tale possibilità.
Non si escluda la possibilità che la "moda" aberrante, da new age, del suicidio-strage possa dilagare tra le masse propense al fanatismo religioso.
I suicidi di massa di talune sette religiose sono realtà storiche.

Il carisma diabolico di personalità malate come quella di Hitler indusse il civilissimo popolo tedesco a macchiarsi di crimini inconcepibili per il livello di civiltà germanico; l'influenza malefica dei predicatori di morte integralisti, che già plagia ampie fascie di fedeli dell'Islam, ove non prontamente eliminata, propagherà l'infezione nel mondo.

Si mobilitino sociologhi, psicologi, esperti di propaganda ideologica, politici ed intellettuali perchè approfondiscano la conoscenza del fenomeno, lo studino e propongano rimedi per impedire la propagazione di questa peste del nuovo Millennio.


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