Il voto agli immigrati? Fini non ha una visione strategica della politica ma, al limite, solo tattica.
di Giuseppe Brindisi
10 ottobre 2003

Prima di affrontare i contenuti del tema è indispensabile specificare cosa s’intende per tattica e cosa per strategia in senso lato. E’ tattico ciò che attiene alla battaglia, strategico riguarda la guerra. E’ bene parlare, quindi di tattica nel calcio –ad esempio- riferendosi alla partita, di strategia per le linee d’azione che riguardano il campionato. In politica è tattico ciò che attiene a situazioni limitate quali un referendum, la campagna per una corrente, la battaglia per una legge non di ampia influenza e simili. E’ strategica la politica che riguarda una coalizione che vuole raggiungere obiettivi di potere non a breve periodo e di breve effetto; è strategica la politica dei redditi, la lotta per il controllo dell’informazione, la politica sociale, la politica dell’assetto istituzionale, la politica che incida sulla unificazione dell’Europa, la politica che riguarda il Nuovo Ordine Mondiale.

La proposta di Fini di concedere il voto agli immigrati senza “preamboli” strategici è pura miopia. Significa o non aver capito cosa accade nel pianeta o, avendolo capito, si antepongono risultati tattici, come quelli di togliere consensi a qualche corrente o partito.

Si riafferma in questa sede che l’azione più pericolosa per l’Occidente sarebbe quella di svuotarlo dall’interno, in analogia a quanto avvenne con l’impero romano che cadde, roso dall’interno dalla religione cristiana, distruttrice dei pilastri su cui si reggeva tale Impero: la Forza, la schiavitù, la razionalità, il diritto, le tradizioni etiche e religiose greco-romane.
L’Impero romano, anemizzato da un nemico rivoluzionario, fu facile preda di Barbari e di popoli anche della più lontana periferia asiatica dell’Impero. A loro volta questi popoli furono fagocitati dal Cristianesimo che ancora oggi è la religione dominante dalla Cina alle Americhe.

La “manovra strategica” dell’integralismo musulmano potrebbe ricalcare le orme del Cristianesimo. Del resto l’Islamismo, lo fece, dall’800 d.C, alla battaglia di Lepanto (la battaglia navale che più contribuì a salvaguardare la civiltà europea e la sua cristianità le due ’superpotenze’ al loro apice, l’Impero Turco con i suoi sudditi e la Serenissima con gli alleati della Santa Lega, si sfidano a Lepanto il 7 ottobre 1571. La flotta turca n'esce distrutta e non si rifarà più.) subentrando all’Impero Alessandrino, dalle sponde del mediterraneo all’India, alle Filippine.

Fini è stato consigliato male o aspira ad allargarsi nell’area antiamericanista dell’Ulivo che fa capo  all’ala destra del Polo di Rutelli-Fassino. Ed è questo un obiettivo tattico che sarà, di certo, avversato dagli USA, più che mai vigili in questa fase decisiva di avvio al Nuovo Ordine Mondiale.

Quando la nave affonda…Ci auguriamo che non sia il caso di Fini. E’ questo un avvertimento per Berlusconi che sta fallendo per la percezione dell’elettorato, di un grosso fallimento del patto con gli italiani. L’economia langue, delle grandi opere non vi sono nemmeno i lavori preliminari, il Ponte sullo Stretto di Messina è a livello di fotomontaggi, l’innovazione tecnologica cozza contro l’analfabetismo informatico degli Italiani (fosse solo quello!). Il Ministro Stanca, illuminato ed esperto, sa benissimo che persino funzionari dell’IBM proponevano l’acquisto di sistemi informatici alla Pubblica Informazione disconoscendo l’uso del Personal Computer. Cambiare l’Italia? Dovremmo importare dirigenti e staff come si fa nel calcio con allenatori e campioni.

Occorrono uomini capaci di “bruciarsi” per diffondere le proprie convinzioni. Berlusconi, pur ammirato come imprenditore, per quieto vivere si è fatto impelagare dagli intellettuali della Magna Grecia, dai vecchi e nuovi Gattopardi, che tutto cambiano perché nulla cambi. Un’azione più incisiva richiedeva la sostituzione totale dei burosauri che ancora dettano legge nell’Amministrazione. Anzi  sono stati rafforzati  settori vitali dell’Amministrazione ponendo al loro vertice personaggi che, nemmeno due secoli fa, i Piemontesi avrebbero preso in considerazione.