Il prodigio d’Internet
di Giuseppe Brindisi
30 ottobre 2003

Per la prima volta nella storia umana chiunque ha la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero ad un potenziale uditorio di milioni di persone di tutto il mondo. Non ha bisogno d’autorizzazioni o di costosissime e controllate inserzioni o spot pubblicitari radio-tv a pagamento. Non solo. Chiunque può ribattere alle affermazioni di altri, con il medesimo potenziale uditorio a disposizione. Le comunicazioni degli altri media sono verticistiche, a senso unico, come i sermoni dei preti e degli ayatollah. L’Italia, poi, gode della teorica libertà di stampa, dall’avvento della Repubblica. Prima vi era il rigido controllo della censura fascista. Prima, ancora, senza l’imprimatur della Chiesa, non veniva pubblicato nemmeno un racconto. Tant’è che i grandi artisti furono costretti ad esprimersi con le arti figurative. Emersero, così, giganti dell’Arte pittorica e scultorea quali Michelangelo, Giotto, Raffaello, Leonardo da Vinci, tanto per citarne qualcuno. Il fenomeno si è riflesso fino ad oggi con l’affermazione di grandi registi come De Sica, Rossellini, Visconti, Fellini, Scola, Zeffirelli, Lattuada, Germi, Antonioni, Monicelli, Pisolini, Olmi

Si diceva del vero prodigio di internet che, per la prima volta, rende la comunicazione “democratica”, aperta anche orizzontalmente. Coloro che intendono  devono impegnarsi nella difesa del potente strumento espressivo della rete. Invito, chiunque, lo voglia fare ad esprimere il proprio pensiero, su questo  sito , alle sole condizioni di non ledere la dignità degli altri con espressioni volgari ed offese “gratuite”. Avranno la possibilità di dimostrare il loro valore intellettivo, l’originalità e la giustezza delle loro idee di abbandonare il comodo rifugio di critici e geni incompresi.