Ipotesi evolutive del conflitto in Iraq
Possibili evoluzioni della situazione in Iraq
Le gravissime conseguenze di eventuale fallimento USA
by Giuseppe Brindisi, 6 gen 2005
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Possible evolutions of the situation in Iraq 
click here for english version>>>The most serious consequences of eventual USA failure

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L'antiamericanismo, specie della estrema sinistra, insiste nel volere il ritiro degli USA e del contingente Italiano di supporto alla ricostruzione fisica, politica e morale dell'Iraq.
E' bene ricordare che la decisione americana di combattere l'integralismo islamico con la eliminazione di tirannie feroci e sanguinarie, consegue all'orrendo attacco all'America e all'occidente dall'11 settembre i poi. Non vi è stata solo la strage delle Torri gemelle ma anche quelle di Madrid, Turchia, Filippine, oltre allo scannamento di centinaia di innocenti che si trovavano In Iraq per lavorare e non per uccidere, ed al massacro di migliaia di poveracci Iracheni che cercavano di sopravvivere lavornado per la ricostruzione.
Su ritiro degli USA il popolo americano ha detto no! rieleggendo Bush. Non poteva essere diverso visto che la rinuncia USA a difendersi preventivanmente avrebbe provocato la replica, per centinaia di volte, delle stragi terroriste
Prevedere il futuro è da sempre un'affascinante utopia. Rimane tale anche se surrogata da tecniche previsionali tanto più incerte quanto più riguardano le attività umane.  L'uomo è imprevedibile per natura; pronosticare il futuro è puro azzardo. E' ragionevole formulare ipotesi di sviluppi possibili del mondo reale, servendosi di modelli logici creati ad hoc.
Quali possibili evoluzioni si possono configurare? 
Per limitare il grado di indeterminatezza saranno analizzate le sole possibilità inerenti al successo della missione americana, al suo parziale insuccesso ed, infine, al suo fallimento

Il pieno successo della politica USA significherebbe la realizzazione di uno Stato Iracheno democratico e filioccidentale.
Questa realtà sarebbe estremamente positiva per l'Occidente, sia dal punto di vista geo-strategico, sia sotto gli aspetti della sicurezza e della pace e per gli indubbi vantaggi legati alle migliori possibilità di gestione delle risorse petrolifere della regione mediorientale.

La posizione di Israele ne uscirebbe rafforzata, i Paesi Arabi moderati avrebbero tutto da guadagnare. Segnerebbe il fallimento del terrorismo, dell'integralismo islamico e, soprattutto, delle aspirazioni dei Capi religiosi musulmani che mirano al potere teocratico ed al controllo della Regione.

Ne uscirebbe rafforzata la leadership USA e la sua politica tesa a creare un Nuovo Ordine Mondiale.

Accrescerebbe d'intensità l'odio degli anti-americani verso gli  USA ed i suoi alleati. Questo sentimento è fuori dall'ambito razionale ed obbedisce alla radicata avversione antioccidentale ed antidemocratica di chi è cresciuto ed è stato allevato con le assurde ideologie comuniste. Non per questo si fermerebbe il processo di estinzione delle frange nostalgiche dell'Impero Sovietico; in sintesi, il successo USA, restringerebbe l'elettorato di sinistra in USA ed in Europa.

Anche il mondo metafisico non vedrebbe di buon occhio l'affermazione di principi positivistici che accelera il tramonto dell'irrazionale.

Il limitato successo della politica USA in Iraq, determinerebbe il cronicizzarsi del terrorismo che, come la peste, continuerebbe a ferire l'umanità ed ad intaccare gravemente la dignità umana e la sacralità della vita. L'Iraq sarebbe scosso dalla guerra civile o, quanto meno, avvelenato da instabilità politica, insanguinato da stragi, immiserito ulteriormente. I Capi terroristi intensificherebbero gli sforzi per accrescere il proselitismo dei disperati, il conflitto arabo-israeliano si aggaverebbe, accrescerebbe il pericolo di proliferazione delle armi di distruzione di massa in seno al potere del Terrore delle armi di distruzione di massa. Il pericolo di grandi stragi terroristiche nei Paesi occidentali diverrebbe gravissimo.

A tale status Israele reagirebbe con azioni di difesa attiva, ben conscia d'essere il bersaglio prioritario dell'integralismo islamico pericolosamente armato di armi NBC.

L'insuccesso degli USA, costituirebbe un evento di estrema gravità per l'Umanità. L'effetto domino provocherebbe la caduta del neonato regime democratico in Afghanistan, il ritorno dei Talebani, la creazione di una regione integralista musulmana, teocratica e terrorista con la unione di Iran, Siria, Iraq, Arabia Saudita. Instabilità politica grave si creerebbe in Egitto, Giordania, e negli altri Paesi Arabi moderati. Il controllo del mercato del petrolio sarebbe in mano ai terroristi che potrebbero soffocare l'Europa.

La più grave conseguenza sarebbe il pericolo di morte per Israele, sul cui territorio si abbatterebbe l'impiego delle Armi di distruzione di Massa, la cui realizzazione ed approviggionamento da parte terrorista non avrebbe ostacoli di sorta.

Per questa prospettiva, però, Israele è già preparata; i suoi interventi distruttivi, gravi e decisivi sarebbero inevitabili e, certamente, tempestivi.

Israele non sarebbe in grado di esprimere una forza di occupazione adeguata alle esigenze ed alla vasità della Regione; sarebbe costretta a distruggere impianti industriali e opere in misura tale da neutralizzare le capacità militari dei paesi Arabi terroristi e filo-terroristi. Le conseguenze della reazione israeliana sono facilmente immaginabili. La distruzione delle limitate risorse industriali, infrastrutturali ed ed economiche della Regione creerebbe un decadimento irreversibile di quel poco di progresso realizzato con la ricchezza del petrolio.

Non appaia infondata la constatazione che la presenza degli Stati Uniti nell'area può garantire gli arabi dal verificarsi della drammatica ipotesi di un'Israele disperata che per salvarsi ricorra alla rilevante potenza del proprio strumento militare.

Bisogna convincersi che la guerra preventiva israeliana, per difendersi da gravi minacce di armi di distruzione di massa, sarebbe estremamente più certa e violenta di quella teorizzata dagli USA.

Questo adombrato è pericolo reale su cui l'Europa, i pacifisti l'ONU ed i protagonisti indifferenti dovrebbero seriamente meditare.

Gli effetti del fallimento USA sarebbero, allora, totalmente opposti a quelli prospettati dagli antiameriucani con il nritiro edelle forze dall'Iraq



GUERRA IRAQ, TERRORISMO ISLAMICO: L'AVVENTO DEL NICHILISMO Guerra in Iraq e terrorismo; disprezzo della dignità e della vita umana, confermano L'AVVENTO DEL NICHILISMO  preconizzato da Nietzsche."Cio' che io racconto e' la storia dei prossimi due secoli. Io descrivo cio' che viene, cio' che non puo' fare a meno di  venire: l'avvento del nichilismo. " Nietzsche , Wille zur Macht (continua)>>> link guerra iraq, dossier, >Indice e per Saggi, temi- (Storia, Scienza, Intelligenza artificiale, grandi problemi , guerra iraq, afghanistan, corea, vietnam, globalizzzione, Nazismo: Comunismo:  Integralismo islamico
ELENCO VIDEO visionabili . Video gallery sistematica. Documenta  sia azioni di guerra particolari (interventi di F16, elicotteri Apache, forze speciali), sia azioni terroristiche e di guerriglia, L'orrore del terrorismo (decapitazioni ostaggi, fucilazioni, massacri bimbi). La documentazione si allarga agli orrori nazisti, comunisti e di altre guerre. Ha valore documentale per studiosi e analisti di guerra psicologica. Password semestrale (for life a chi si è già scritto) per vederli? contribuite ai costi del sito con 5 Euro (leggi di seguito) Raccolta completa
LINKs                                
               o Qiao Liang e Wang Xiangsui ">alla recensione del libro". l'arte della guerra asimmetrica
        fra terrorismo e globalizzazione. > Dossier guerra in iraq e terrorismo 

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Possible evolutions of the situation in Iraq 
The most serious consequences of eventual USA failure
by Giuseppe Brindisi, 12 ott.2004


To foretell future has always been a fascinating utopia. It remains such even if replaced from anticipatory as well as more uncertain techniques regarding human activities. Men are unforeseeable by nature;  to foretell future is pure risk.  It's reasonable to formulate hypothesis of possible developments of the real world, using logical models?.
Which possible evolutions can be shaped 
In order to limit the degree of uncertainty only the possibilities regarding the success or partial failure of America mission will be analyzed.

The complete success of America politic would mean the realization of democratic Iraqi State.
This situation would be extremely positive for the Western lands, with regard both for the geo-strategic point of view, and for emergency and peace, as well as for the sure advantages due to the best possibilities of management of Middle Eastern region’s oil resources.

Israel would be strengthen, the moderates Arabic Countries would have only to earn. It would sign the failure of the terrorism, of Muslim fundamentalism and, above all, it would stop Muslim religious head’s aspirations of the theocratic power and control of the Region.

USA leadership and its politics led to create a new world-wide order would come out strengthened.
It would increase the hate for the Americans by anti Americans
This feeling stays outside from rational behaviours and obeys to the deep contra western and anti-democrat aversion of those who has grown up with the absurd communist ideologies. Not for this reason the process of extinction of the Soviet Empire nostalgic fringes the would stop; in short: USA’ success, would shrink the electorate of left in USA and Europe.

The metaphysical world too would not look favourably upon the affirmation of positivistic principles that accelerates the sunset of the irrational.

The limited American’s political success in Iraq, would make terrorism chronic, like a plague that  would hurt humanity and corrode the human dignity and the sacredness of life. Iraq would be shaken with civil war or, at least, poisoned from the political instability, blooded with massacres, and impoverished. Terrorists would intensify their efforts in order to increase the proselytism, the Arab-Israeli conflict would deteriorate, the danger of mass destruction within the power of the Terror would increase. The danger of great terrorist massacres in the western Countries would become most serious.

In such situation Israel would react with actions of active defence, very conscious of being a target for Muslims who are dangerously armed with NBC weapons.

The failure of USA, would be a serious event for all Humanity. The domino effect would provoke the fall of the newborn democratic Afghanistan, the return of the Taliban, the creation of a muslin, theocratic and fundamentalist region with the union of Iran, Syria, Iraq, Saudi Arabia. Serious political instability would be created in Egypt, Jordan, and in the other moderate Arabic Countries. Terrorists would have the control of the oil market and that could choke up Europe.
The most serious consequence would be the danger of Israel’s death, on whose territory would be pull down the employment of  weapons of mass destruction whose realization and provisioning from terrorist would not find obstacles

For this perspective  Israel is already prepared; its destructive reactions would be  serious, unavoidable and  timely.

Israel would not be in the position to express an adapted force of occupation if compared to the requirements and the vastness of the Region; it would be forced to destroy the industrial systems and to work in order to neutralize the military Arabic countries terrorists’ abilities .
The effects of the USA failure would be, then, the opposite to those pointed out by the anti-Americans with the withdraw of armies from Iraq