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Shock and Awe
by Giuseppe Brindisi
3o febbraio 2004


Il principale sostenitore della strategia “Shock and Awe” è Harlan Ullman, membro senior del Centro di Studi Strategici ed Internazionali di Washington ed autore, con James P. Wade, del libro “Shock and Awe: Achieving Rapid Dominance"  (NDU Press Book December 1996)

Ullman afferma che il livello e le capacità militari degli Stati Uniti dell'America sono, oggi, dominanti. Egli scrive: “Non c'è avversario nel mondo che può sfidare con successo il potere straordinario militare degli USA, sia in conflitti regionali, sia in ' guerra convenzionale ’  ".... Occorrono decenni perché  avversari potenziali possano essere in grado di schierare sistemi navali, aerei, corazzati ed altri armamenti, di capacità equivalenti o migliori di quelli americani. Ed anche se essi ci riuscissero, sarebbe arduo raggiungere il livello di addestramento e la preparazione del personale militare USA; un compito  da far tremare i polsi.”

Ulmann, insegnante di Colin Powell alla Scuola di Guerra USA, afferma, altresì, che: “La base per il Dominio Rapido è insita nella capacità di incidere sulla volontà dell’avversario shockandolo e sbigottendolo  per raggiungere rapidamente  le mete politiche, strategiche, ed operative che si prefigge l'uso della forza. Clausewitz – prosegue Ulmman- si avvale dei termini come ‘ nebbia, attrito, paura ‘ per dare immagine al "colpire e sbigottire".

Nella visione di Clausewitz, " Shock and Awe -continua Ulmann- mira a fiaccare la volontà dell’avversario.
In modo analogo si esprime anche il grande scrittore militare cinese Sun Tzu C – prosegue Ulmann- circa 500 anni A.C. . Egli osserva che, disarmando un avversario, prima che battaglia si compia, è il miglior risultato che un comandante possa realizzare. Sun Tzu è ben consapevole dell'importanza cruciale di realizzare lo “Shock and awe”  prima o durante la battaglia per determinarne la fine; "la guerra è inganno," e, realizzare lo Shock and Awe, è impiego della forza notevolmente intelligente,  se non brillante (è sempre Ulmann che cita Sun Tzu - n.d.r.-).”

I criteri informatori di Ulmann -per propria stessa esplicita ammissione- sono tratti dalla teoria clausewitziana, laddove si osservi che il filosofo della guerra, intende per neutralizzazione dell’avversario il costringerlo a sottostare alla nostro volere e, quindi, svuotarlo della volontà di combattere.

L’originalità del pensiero di Ulmann sta nell’aver intuito che la grande potenza dello strumento militare americano, associata alla estrema precisione del fuoco aereo, alle inusitate capacità di sorveglianza del campo di battaglia conferite da mezzi elettronici spaziali, navali e terrestri, alla sinergica efficacia operativa dei sistemi di Comando e controllo, all’elevata mobilità tattica e strategica delle forze, potesse esaltare i principi della sorpresa e della concentrazione di potenza percepita dall’avversario, sbigottito e condizionato da shockanti effetti psicologici.

A ben osservare, lo Shock and Awe è, in sostanza, la evoluzione degli esiti conseguiti  nel secondo conflitto mondiale con i bombardamenti a tappeto e con la distruzione nucleare di Hiroshima e Nagasaki.
La novità consiste nell'attuale possibilità di conseguire effetti analoghi con conseguenze distruttive enormemente inferiori. Lo consente la precisione delle armi intelligenti in grado di eliminare "chirurgicamente" l'obiettivo scelto.   

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