guerra asimmetrica,guerre asimmetriche,gurra in iraq,terrorismo guerre e strategie asimmetriche
GUERRE E STRATEGIE
ASIMMETRICHE
di Giuseppe Brindisi


Il recente conflitto Iracheno pone un quesito padre di tutti i dubbi.
Esistono possibiltà con accettabili probabilità di resistenza alle potenzialità offensive di una superpotenza  planetaria?
Analizziamo sommariamente gli elementi del problema: potenzialità della superpotenza e quelle di una  potenza secondaria in rapporto a scenari modellizzati sulla combinazione d’ambienti naturali umanizzati  caratterizzata da industrializzazione elevatissima, elevata, media, scarsa
Tali scenari sono configurabili rispettivamente con le seguenti aree geo-politiche:

- America del Nord, Giappone, Europa.Australia;
- Subcontinenti: Indo-Cino-Asiatico e parte dell’America Meridionale;
- Restanti regioni con enclave del tipo  Israele, Taiwan, Corea del Sud,

Assumiamo , per logica, che la superpotenza si sostanzi in un territorio vasto a livello sub-continentale con  elevatissima industrializzazione a  contenuto super tecnologico.

Le possibilità Offensive dell’ iperpotenza sono pressoché assolute, sia in campo strategico, sia tattico.
In ambito   strategico, sono  assolutamente dominanti le capacità NucleareBiologicaChimica (NBC), spaziale,  missilistica,  navale di superficie e sottomarina, la terrestre, il comando, controllo e intelligence (C3I o C4I, diremo, per comodità CXI), tecnologica, mobilità.

In ambito Tattico sono ancora svrastanti  gli ambiti: NBC,  missilistica, aerea, navale e terrestre,  CXI,  mobilità,  fuoco per target puntiformi,  saturazione d’aree terrestri e sub-terrestri con il fuoco.
Richiamo l’attenzione sulle capacità di colpire obiettivi puntiformi, di saturare aree di superficie di sub-superficie, intesa, per quest’ultima  la capacità di distruzione con fuoco convenzionale dei sistemi di bunker sotterranei.

A tal proposito giova ricordare che nel corso del conflitto vietnamita, tali sistemi cunicolari,  resero inefficaci gli interventi di superficie. Tant’è che gli  USA ricorreranno ai ripari con ricerche e sviluppo di bombe, testate e proietti ad elevata penetrazione terrestre.

I punti deboli (vds nota ) della superpotenza considerata sono quelli tipici delle società ad elevato grado di modernizzazione quali:
- complessi tecnologici avanzati;
- sistemi di comunicazione, di distribuzione dell’energia, telematici;
- centrali elettriche convenzionali e nucleari;
- raffinerie;
- concentrazioni direzionali;
- limitata resistenza dell’homo tecnologicus alle privazioni, alle      sofferenze fisiche e, persino, intolleranza alla visione del sangue..

Si può affermare che le società arcaiche e scarsamente industrializzate sono meno vulnerabili alle offese condotte con sistemi super tecnologici.

Chi può negare che la sola privazione dell’energia elettrica paralizzerebbe la vita di potenze come il Giappone e l’Europa ?

Tralascio, quindi le possibilità difensive delle società iperindustrializzate e telematizzate.

Ipotizziamo, ai fini  dello studio, un modello di potenza medio-bassa  simile a quello vietnamita degli anni 60.
Questo modello è caratterizzato da ambienti paludosi, montagnosi, coperti da foreste, confinanti con "santuari" (aree confinanti in territorio di Paese amico)
Riifornito dall’esterno di: materie alimentari e medicinali, nonché, di armi convenzionali, specie del tipo antiuomo, controcarro, contraereo, di guerra elettronica e comunicazioni.

Un’Entità, in altre parole, favorita dall’ambiente ed appoggiata dall'esterno anche  a mezzo di propaganda ideologica.

La strategia e la tattica difensive potrebbero emulare quelle di Giap al tempo della guerra vietnamita.

Guerriglia al Sud, sostenuta dal Vietnam del nord  con di risorse umane e materiali e con di unità di impiego operative.

Da evidenziare che:
- il Vietnam  del nord , poco industrializzato, era difficilmente neutralizzabile se non con l’occupazione.
- L’URSS e la Cina comunista, protagonisti indiretti, immensi per  territorio e risorse  umane, nonché potenze nucleari, impiegavano grandi risorse finanziarie e materiali per appoggiare lo sforzo difensivo del Vietnam del Nord e dei Vietcong.

Poniamoci il quesito subordinato: “quali principi della Guerra dovrebbe esaltare l’ipotetica micro potenza?  In quale modo?

Giap, nella guerra contro gli USA, enfatizzò quelli della Sicurezza,  della Sorpresa e della  Concentrazione degli sforzi.
In sintesi, reductio ad unum: la dispersione controllata delle forze.

Rendiamo comprensibile il concetto di quest’espressione.

Lo stratega Vietnamita realizzò:

la Sicurezza. disperdendo le proprie forze su ampi spazi, nascondedndole e protetteggendole mediante una grande ragnatela di cunicoli sotterranei intercomunicanti.  Costrinse, in tal modo, gli USA ad attuare forme di strategia del tipo “cerca e distruggi”,  poco aderenti al principio della concentrazione degli sforzi e della sicurezza;

la Sorpresa e la concentrazione degli sforzi: riunendo, per il tempo strettamente necessario, anche ingenti forze (vedasi attacco alla Base   USA di Da Nang)  i cui movimenti  furono coperti dall’osservazione aerea dalla fitta foresta e fitta e  protetti, da attacchi aerei a bassa quota, con missili SAM di produzione sovietica.
Erano forze rustiche, leggere, sgravate da appesantimenti logistici, addestrate e motivate, resistenti agli sforzi fisici ed alle sofferenze psico-fisiche.

Le probabilità di successo dei nuovi Giap, con le attuali possibilita dell’iperpotenza sarebbero quasi nulle.
Il Mondo è, ora, unipolare con evidente decadimento delle possibilità d’appoggiare i Paesi in lotta con gli USA come fecero l' URSS, la CINA e CUBA durante la Guerra fredda
.
Le attuali possibilità della Superpotenza possono conentire di distruggere, i sistemi di bunker a cunicoli.

Le eccezionali capacità della medesima Superpotenza esaltano le possibilità di localizzare e di distruggere con il fuoco aereo e missilistico preciso ed efficace qualsiasi obiettivo, anche interrato.
La mobilità strategica e tattica della superpotenza, esaltata dai sistemi CXI,  avrebbero probabilità elevate di successo anche contro concentrazioni di forze vietnamite rapide e sfuggenti.

Quale, allora la possibile e conveniente Strategia per affrontare la Superpotenza?

Potrebbe così essere delineata:
- tendere ad imbrigliare la sua potenza ed impedirle di vincere sconfitta,
ricorrendo alla estrema dispersione controllata delle forze nel tempo e nello spazio, impiegando sistemi di Comando, Controllo, Comunicazioni e, soprattutto, Intelligence conformi all’elevata dispersione controllata.

Per dispersione nel tempo, intendo il ricorso all’impiego di Unità operative “dormienti”, costituite da combattenti  perfettamente integrati ed operanti nel loro ambito sociale e  da attivare e concentrare nel per realizzare la superiorità atta ad infliggere all'aversario le maggiori perdite nel punto voluto.

Sarebbero, in tal modo, esaltati i principi di sicurezza, sorpresa e di concentrazione degli sforzi, accordando anteriorità alla sicurezza.

Per ora non mi è possibile immaginare altri tipi di Strategia se non quelli tesi a non lasciarsi sottomettere (ipotesi teorica, visto che la Superpotenza è una grande Democrazia e non un impero assolutistico ed illiberale).

La differenza tra gli Imperi che fino ad ora si sono affermati e, via via, dissolti, è proprio la Democrazia.

Gli Imperi dall' Egizio al Romano, dall'Inglese a quelli dell’ America pre-colombiana, non furono di certo né democratici né repubblicani.
Erano sistemi che tendevano a sottomettere i popoli conquistati mediante l’occupazione permanente dei loro territori.
Con gli USA non è avvenuto in Europa e nemmeno in Giappone.
L’ America,  esportata la Democrazia, ha sempre lasciato i popoli ad essa educati, la libera scelta del loro governo.
Spesso gli stessi USA hanno dovuto opporsi a politiche di isolazionismo, le cui conseguenze catastrofiche per l’ Umanità sono state ipotizzate da Storici e Politici illuminati.




Nota 
punto debole rimane tale se l’avversario non possiede possibilità di sfruttarlo ai propri fini, diventa vulnerabilità  se il medesimo avversario può sfruttarlo. Esempio: una città senza protezione contraerea è un punto debole se il nemico non ha aerei per colpirla; diventa vulnerabilità se li ha.
ingapore, Hong-Kong.
guerra asimmetrica

Guerra asimmetrica

cause prossime remote della guerra in iraq, analisi alla luce della dottrina bush sulla guerra preventiva e sul nuovo ordine mondiale. politica di difesa ed invio contingente militare italiano in jraq. la politica internazionale e strategia degli usa per

Guerra In Iraq

(c) Copyright 2003