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MA CHI C' è DIETRO ?
lettera di Riccardo Polenghi

George W. Bush: il primo imperatore
di Giuseppe Brindisi


La fase bellica della questione Irachena è terminata con un incontestabile successo, militare e politico, degli USA.
Nei talk show, non si è fatto in tempo ad amplificare i tristi vaticini dei garbati detrattori delle capacità USA, che Bagdad era occupata.

Il comico ministro della propaganda irachena ha fatto appena in tempo, prima di darsele a gambe, a dire che la Guardia Repubblicana di Saddam si apprestava a fare un’ecatombe di yankee.
L’umanità intera, seduta sulle gradinate virtuali del Colosseo, all’entrata dei carri armati nell’arena di Bagdad guardò verso l’imperatore Bush che, pollice verso, ordinava ai suoi gladiatori di finire i vinti.

Scherzi a parte (mica tanto scherzi, però), il fulmineo disfacimento delle Armate di Saddam sorprese tutti, esperti e non esperti.

I veri esperti, convinti dell’inevitabile sconfitta di Saddam, non riuscivano a  spiegare la soppressione di un atto della  
tragi-commedia: lo scontro con la terribile Guardia Repubblicana.
Nemmeno la linea Maginot  aveva resistito così poco tempo.
La sparizione della Guardia avveniva in tempi da primato Guinness.
La dietrologia spiega anche questo primato: americani e iracheni si erano messi d’accordo. Tutto finto, come lo sbarco sulla Luna.

Le cose stanno diversamente. Le unità corazzate americane avevano ricevuto l’ordine di correre all’impazzata verso Bagdad, come Guderian verso Dunkerque..

L’Armata Irachena era stata paralizzata in una ragnatela. Missili segugi, bombe da tiro a segno, proietti ad elevata perforazione, guerra elettronica, guerra psicologica, aerei A10 (veri e propri cannoni a canne rotanti con intorno un aereo), elicotteri Apache, bombe di profondità terrestri ed altre diavolerie americane, danzavano, ipnotizzavano e, poi, distruggevano gli stralunati pretoriani di Saddam che, messisi in mutande, cercavano scampo nella fuga  Azzardo un paragone: i pellerosse avevano maggiori probabilità di resitere;il divario tecnologico era meno abissale.

Ci siamo resi tutti conto che è da pazzi pensare di combattere con armi e forze convenzionali contro gli USA. L’aveva fatto con successo il Vietnam per due motivi:
• Primo (e basterebbe questo) l’appoggio dell’URSS e della Cina;
• Secondo: ambiente giunglo-paludoso del Vietnam.

Si fa presto a dire: l’America, in Vietnam, doveva intervenire subito con il massimo sforzo possibile. E l’URSS e la Cina?
Il mondo era bipolare e ciascun polo, prima di agire, doveva tener conto dell’altro in situazione di equilibrio del terrore.
Ora il mondo è unipolare e, ringraziamo Iddio che gli USA siano una grande Democrazia. Se al suo posto fosse stato il Terzo Reich ora marceremmo tutti a passo d’oca  e ci saluteremmo al grido di heil Hitler.

Bush, nel suo discorso al Congresso,  (settembre dello scorso anno), aveva illustrato il proprio Disegno Strategico Planetario
Gli intendimenti espressi dal Presidente  si possono raggruppare in tre entità:
rappresentazione della realtà americana nell’ambito di quella planetaria;
MISSIONE degli USA,
Disegno Strategico e cioè: come assolvere LA MISSIONE.


La Realtà Americana
Bush così testualmente si esprime:
“Oggi, gli Stati Uniti godono di una posizione di impareggiabile forza militare e di grandioso  potere economico e politico…Ora l'America non è più minacciata da Stati conquistatori, ma da Stati perdenti. Non  siamo più minacciati da flotte ed eserciti, ma da tecnologie catastrofiche nelle mani di pochi esagitati…L'impronta caratteristica del nostro rapporto con la Russia non è più lo scontro, ma la cooperazione, e i vantaggi di questo cambiamento sono chiari: è finito l'equilibrio del terrore che ci teneva divisi; si è assistito ad una storica riduzione degli arsenali nucleari; e cooperiamo in settori come la lotta al terrorismo e la difesa  missilistica, cose che fino a poco tempo fa sarebbero state inconcepibili”


La Missione
“Ma oggi, l'umanità ha tra le mani la responsabilità di far trionfare la libertà a dispetto di tutti i suoi nemici. Gli Stati Uniti accolgono con gioia la responsabilità di guidare questa grandiosa missione”.


COME
“Estendere i benefici della libertà in tutto il pianeta. La nostra strategia completa per combattere le armi per la distruzione di massa prevede: di estendere i benefici della libertà in tutto il pianeta; di mantenere le nostre difese in grado di far fronte a qualsiasi sfida con operazioni preventive di contro-proliferazione, con misure deterrenti e difensive contro la minaccia prima che essa sia sferrata, con:
•(..) rafforzamento delle operazioni di non-proliferazione per impedire agli   "Stati canaglia" e ai terroristi di dotarsi dei materiali, delle tecnologie e delle competenze necessarie per le armi per la distruzione di massa.      •  •(..) Strategie efficaci di gestione delle conseguenze degli effetti di un eventuale utilizzo delle armi per la distruzione di massa da parte di terroristi o Stati ostili.
Bush prosegue:  "... non esiteremo ad agire da soli, se necessario, per esercitare il  nostro diritto all'autodifesa colpendo preventivamente i terroristi, per prevenire la possibilità che essi possano arrecare danni al nostro popolo"


Il Presidente definisce «stati fuorilegge» Iraq e Corea del nord, entrambi privi di quelle armi nucleari che invece possiedono Francia, Gran Bretagna, Russia, Cina, India, Pakistan, Israele. (..) Egli accomuna gli Stati in due categorie: gli alleati ed amici degli Stati Uniti (compresi quelli in possesso di armi di distruzione di massa)  e il resto del mondo.
La Cina, pur non essendo in uno stato di conflitto, neppure latente, con gli USA, non può essere annoverata tra i paesi del tutto amici dell’America. Quanto meno per ragioni ideologiche. Rimane un Paese comunista.
Essa potrebbe costituire, in futuro, una gravissima minaccia per gli USA, i suoi Alleati e, soprattutto, per la Russia, con cui vi sono contrasti che risalgono al tempo della Grande Muraglia.

Cosa accadrebbe se i cinesi sviluppassero la capacità di colpire gli Stati Uniti con un attacco nucleare di sorpresa o, addirittura, la capacità di ritorsione nucleare cosiddetta del “secondo colpo” ?

Soffermiamoci un attimo su taluni concetti di strategia nucleare.
Capacità del “primo colpo” è la possibilità di sferrare un attacco nucleare di sorpresa, ma non quella di ritorsione.
Questa capacità ritorsiva generò, fino alla caduta del muro di Berlino, l’equilibrio del terrore.

Ciascuna delle due Superpotenze, pur attaccata di sorpresa dall’altra, conservava la capacità di ritorsione nucleare - cosiddetta del “ secondo colpo”- 
Il terrore della distruzione reciproca, e del mondo intero, assicurava la pace.

L’UK, la Francia, la Cina, l’India, il Pakistan, Israele ed altre minori potenze nucleari, non possiedono, rispetto agli USA, la capacità del “secondo colpo”.
Un loro ipotetico attacco nucleare contro gli USA provocherebbe, di certo, la ritorsione nucleare annientatrice dell'America.
Ovviamente, agli Americani, questo vantaggio basta. Bella soddisfazione sarebbe quella di distruggere uno “Stato canaglia” dopo aver subito la distruzione di New York o di Washington.


Le minacce nucleari sono, dunque, di due tipì. Terroristico e Strategico.

Terroristico, per la possibilità attuale o futura, di impiegare, contro gli USA (ed i loro Alleati),  ordigni nucleari tattici della potenza di quelli fatti esplodere su Hiroshima e Nagasaki (20 o 30 Kiloton – un kiloton è pari a mille tonnellate di tritolo-). Tali ordigni potrebbero essere lanciati con missili a medio-corto raggio o con aerei kamikaze o, ancora, fatti esplodere come mine (corre voce che siano scomparse 20 valigette nucleari dell’ex URSS) ;

Strategico, per l’eventuale attacco, o da parte di potenza dotata di capacità limitata al primo colpo o da potenza capce del “secondo colpo”, per ora inesistente.

E se la Cina sviluppasse la capacità del “secondo colpo”? Con missili balistici intercontinentali?
La dottrina di Bush, a leggerla bene, contiene anche le linee strategiche per fronteggiare questa ipotesi.
Esse si basano sullo sviluppo del cosiddetto “scudo spaziale” e sulla dottrina dell’attacco preventivo. Quando Bush dice “colpiremo per primi…" si riferisce, ovviamente anche a questo.

Quale critica alla dottrina di Bush?
Sembra che non dia il giusto peso, nell’esposizione fatta, a due grandi temi:
lo svuotamento dall’interno dell’impero USA mediante la snaturazione della identità culturale, religiosa, antropologica, etnica degli USA. L'Islamismo, in analogia alla caduta dell’Impero Romano, fagocitato dal Cristianesimo, possiede le potenzialità ideologiche e di sviluppo demografico per svuotare dall’interno l’Occidente.
I tempi, per questa ipotesi, si calcolano a secoli;
l’espugnazione pacifica della fortezza Occidente con migrazioni di massa (del livello centinaia di milioni di uomini) dall’Area Cino-indiana.

Bush e le sue teste d’uovo, di certo studiano anche queste sfide e, non passerà molto tempo, diverranno temi geo-politici di attualità.
E gli alleati Europei?
Gli «americani ripongono scarsa fiducia nei loro alleati (...), ad eccezione degli inglesi, escludendoli da ogni attività che non sia il lavoro poliziesco più subordinato» dice  Zbigniew Brzezinski, ideatore del jihad anti-sovietico in Afghanistan.


Giuseppe Brindisi
di Giovanni Bernardi
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