L' attacco di Bin Laden alle Twin Towers
L’11 settembre: un case study di strategia
di Giuseppe Brindisi
9 agosto 2003

L’attentato dell’11 settembre alle Torri gemelle, è un case study eccezionale per l’analisi di un evento di guerra assolutamente atipico

L’11 settembre 2001, due aerei di linea americani, in volo, carichi di passeggeri, pilotati da terroristi suicidi, investono,  a fortissima velocità le Twin Towers di New York. La violenza dell’impatto (si rammenta che l’energia cinetica di ciascun aereo è proporzionale alla metà della propria massa ed al quadrato della velocità) e il calore prodotto dalla combustione-esplosione del carburante, contenuto nei serbatoi degli aerei, sono più che sufficienti a provocare il crollo dei due giganteschi grattacieli e la morte di migliaia di innocenti.
Contemporaneamente, un altro aereo si abbatte sul Pentagono, distruggendone un settore, ed un altro ancora, destinato a colpire la Casa Bianca fallisce l'attacco per la reazione di alcuni eroici passeggeri che impediscono ai terroristi di porre a termine la loro missione distruttrice e fanno precipitare l'aereo lontano dai centri abitati.

l'intera offesa terroristica è  opera diretta di non più di 100 uomini ed supportati da non più di mille.
Le armi impiegate: due aerei di linea dell’avversario, decollati da aeroporto avversario, pilotati, nella prima fase da piloti dell’avversario, assistiti da sistemi di controllo della navigazione avversari.

Da una parte, Bin Laden, uno sceicco ammalato, a capo di una struttura senza orpelli e barocchismi inutili, dotata
di mezzi quasi di fortuna. Dall’altra, gli Stati Uniti d'America, potenza planetaria assoluta.

L'attacco all'America riporta a Clausewtiz, allorché afferma che la Guerra è "scontro di volontà" e puro intelletto.

I terroristi applicano, magistralmente, il principio della sorpresa e della concentrazione di potenza.
Gli american trascurano il principio della sicurezza e, soprattutto, hanno sottovalutano la creatività dell’avversario.

La sorpresa è opera, ancora una volta, di una mente geniale (in questo caso "diabolica”, ma pur sempre geniale) che come tutti i creativi  fa a meno di schemi precostititi prediligendo quelli induttivi.
La guerra, in questi casi è arte perchè  “pura intuizione” (Benedetto Croce).

A cose fatte appare tutto scontato.

Non è così. Coloro che conoscono il fenomeno della creatività, sanno che gli artisti, i geni, non si lasciano imbrigliare dalla visione schematica della realtà. La loro capacità di astrazione, la propensione al fantastico, ricordano molto da vicino i bambini e i pazzi (tema dell' "Elogio della pazzia" di Erasmo da Rotterdam).

Non è semplice spiegare, a chi non è studioso della materia, la differenza tra  creatività e razionalità, tra metodo deduttivo e metodo deduttivo.

I lettori, eruditi in merito, perdoneranno il ricorso  all' esempio esplicativo di seguito riportato per rendere più chiara tale differenza.

Si chiede, a due tecnici, di modificare a loro scelta la bici, a ciascuno affidata, per renderla intrisecamente più veloce.
Le bici sono identiche; i due dispongono delle medesime risorse temporali e tecnologiche esistenti.
Entrambi profondono eguale impegno.
L’uno, segue la via razionale; impiega fibre di carbonio, modifica i  profili aerodinamici , ottimizza le ruote, il cambio, il telaio... .
L’altro, monta alla bici affidatogli, un motorino.

Il primo compie un atto razionale, il secondo creativo.

Nell’evento dell’11 settembre, le parti contrapposte, - terroristi e USA -  dispongono,poi, di risorse materiali ed immateriali
per quanità e qualità imparagonabili per lo sbilamciamento a favore degli USA.
Per le risorse umane, Bin Laden, può contare su uomini pronti ad uccidersi per il successo dell'attacco: uomini bomba
o kamikaze che dir si voglia.
Bin Laden, sfrutta ad arte (diabolica) i punti deboli dellìavversario. Come, ad esempio, la ridottissima capacità di reazione "eroica" degli occidentali; l'orrore del sangue delle popolazioni industrializzate non più avvezze a scannare maiali e bovini ed a sgozzare agnelli per alimentarsene.
Il taglierino, in mano ai terroristi, assurge, in tal modo, al valore di arma strategica.

"Per impossessarvi dell'aereo, una volta decollato, sgozzate subito una hostess", avrà detto loro Bin Laden  "e tutti i passeggeri si paralizzeranno per il terrore".
Cosa che i terroristi fanno puntualmente, come risulta da registrazioni di bordo o da telefonate di passeggeri prima di morire. Unica eccezione: l'aereo destinato a distruggere la Casa Bianca. Un gruppo di persone, conscie di morire ma, altrettanto consapevoli di evitare una tragedia più grande, reagisce e fa cadere l'aereo in una zona non umanizzata.

Piaccia o non piaccia, questa è la realtà della guerra: mors tua vita mea 
Non è stata l'America  ad iniziarla. Gli USA esercitano ora il diritto naturale alla difesa. L'11 settembe è  un atto di guerra
infame e barbaro, condotto contro civili americani indifesi, con il ricorso al tradimento dell'ospitalità e dell'inganno più bieco.
Ciò non toglie all'evento-dal punto puramente di critica strategica e tattica- l'eccezionale esempio della imprevedibilità dell'uomo.

Ammaestramenti?
La sorpresa, la semplicità, la leggerezza, la rusticità, la manegevolezza, sono fattori di successo.
L'elefantiasi strutturale, ee sovrastrutture, gli orpelli, le ostentazioni di ricchezza, l'opulenza, la grandiosità formale, nuocciono all'efficacia.
Il fasto ostentato da Dario, il Re dei Re della Persia al tempo di Alessandro Magno, da Napoleone, divenuto Imperatore,
dallo stesso Saddam, è manifestazione di decadenza e preludio alla sconfitta.

L'essenzialità di Alessandro Magno, di Cesare, di Annibale, del Napoleone di Arcole, Cairo Montenotte, Marengo e delle altre fulgide vittorie della campagna d'Italia, di Mao, di Giap e dei Vietcong, è sicuro fattore di successo.

Ancora una volta la Storia  (o, meglio, dovrebbe insegnare) dimostra la verità dell'asserto in tutti i campi: da quello scientifico
(Kant, Einstein...) al religioso e filosofico (Mosè, Gesù, San Francesco, Gandhi, Madre Teresa di Calcutta). "Potete
immaginare Mosè, Gesù e Gandhi con la borsa di Carnegie?" (Einstein in "Io come vedo il mondo".

Il raggiungimento del fine giustifica il ricorso a qualsiasi mezzo (nei limiti morali e legali esistenti) materiale ed immateriale, Scientifico e Tecnico, purchè si evitino deleterie ridondanze.
 


Guerra Iraq: link per le Analisi, Saggi e temi. Storia delle guerre Iraq, Afghanistan, Corea, Vietnam. Pacifismo, integralismo islamico, terrorismo islamico, distruzione delle torri gemelle da parte di Bin Laden.Teoria di Bush sulla guerra preventiva, la cronologia della guerra Iraq;la cattura di Saddam Hussein; le foto delle torture ai prigionier iracheni; analisi degli eventi; saggi e temi sui principali eventi, decapitazione di Nick Berg e Paul Jhonson; contingente italiano e strage di Nassirya, uccisione di Fabrizio Quattrocchi e liberazione degli ostaggi italiani alla risoluzione ONU 1546 per la svolta in Iraq.

Per navigare nella conoscenza della Guerra Iraq, dall'attentato alle Torri gemelle alla cattura di Saddam, dalla guerra al terrorismo alle efferate decapitazioni degli integralisti islamici, dalla globalizzazione ai rapporti Guerra Storia, Guerra Filosofia, Guerra Finanza, Guerra e Intelligenza Artificiale, Guerra e Robotica...  Guerra Scienza e Tecnologia, guerra e... 
Home page                    la guerra in Iraq attraverso le immagini e foto   >>>>dossier iraq fotoLink a guerra in Iraq e a terrorismo
LINKS
mappa del sito
guerra iraq, saggi, temi, cronologia, foto iraq