ECONOMIA E LAVORO: IL MONDO E L'ITALIA
by Giuseppe Brindisi, 5 dic 2004

A grandi linee il mondo, ai fini economico-industriale-lavorativi, può essere rappresentato con un modello costituito dalle seguenti entità e correlazioni:

1. area ad elevata industrializzazione e produzione ad alto valore aggiunto; costi elevati della manodopera, con buona occupazione: USA ed in parte, dal Giappone, dal Canada, dall'Australia e da taluni Paesi del Nord Europa

2. Area ad elevata industrializzazione a medio-basso valore aggiunto, manodopera costosa,:occupazione appena sufficiente. Paesi del Mercato Comune Europeo;

3. Area cinese (ed in parte indiana) ad elevata accelerazione di industrializzazione a basso valore aggiunto, con bassissimi costi di manodoperaera (concorrente con l'Area n. 2 di cui fa parte l'Italia) ,con bassi livelli di occupazione. in continua crescita.

4. Area a bassissima o insignificante industrializzazione a irrisorio valore aggiunto e con elevate entrate per la esportazione di materie prime (petrolio) individuabile nei Paesi Arabi

5. Area quasi priva d’industrializzazione e di lavoro: Africa Nera

6. Area ex-sovietica a buona industrializzazione quantitativa ma scadente sotto il profilo qualitativo, a bassissimo valore aggiunto e con occupazione insufficiente.

7. Area dell'America Latina con mediocre-insufficiente industrializzazione, a basso valore aggiunto; livelli di occupazione bassissimi insufficiente pur ricca di materie prime.

Se si sovrapponessero a queste aree il colore grigio dallo scuro al chiaro della diffusione religiosa, dell'insufficiente livello di istruzione, di Ricerca e Sviluppo, della scarsa diffusione dell'Information Technology della robotica (intesa come presenza di macchine utensili, di aiuto al lavoro umano, di fattore amplificatore della forza fisica umana), della fame, delle malattie, delle guerre, della sofferenza, della mortalità infantile, della limitatissima durata della vita, della mancanza di acqua potabile, della diffusione dell'AIDS, delle torture, delle morti violenti, della mancanza di libertà, della sottomissione della donna, dello sfruttamento umano, della prostituzione, del prelievo e vendita di organi umani per il trapianto e delle altre sciagure umane, il grado di grigio andrebbe dal quasi nero delle aree più religiose al grigio chiaro delle aree protestanti.

Coloro che volessero confutare queste constatazioni scrivano liberamente alla redazione di StrategiaGlobale.com che s’impegna a pubblicare tutti gli scritti che perverranno.

L'Italia versa in uno stato di decadenza perché: insiste a produrre a basso valore aggiunto, a non fare seria Ricerca e Sviluppo, ad avere una influenza politica della Religione attraverso i partiti post-democristiani, post-comunisti, neo-liberali. Il livello d'istruzione è tra i più bassi d'Europa e così la diffusione delle Informatiom Technology. Un Italiano su 4 ignora cosa sia un computer ed è gravissimo che l'avversione all'informatica sia fortemente diffusa tra la classe dirigente, in specie la burocratica. Si abbia il coraggio di rendere pubblici i dati di un serio ed onesto sondaggio in tal senso.

La produzione ad alto valore aggiunto è attuabile con l'uso massivo delle macchine e con prodotti ad elevato contenuto intellettuale o artistico o artigianale. Si mobilitino chi ama il prossimo e l'Italia