La dottrina Rumsfeld

Nella guerra in Iraq , è stata informata alla “dottrina Rumsfeld” che contempera l'impiego ridotto di uomini ed unità più leggere nell’armamento, in grado di integrare al meglio le nuove tecnologie elettroniche e informatiche. La dottrina si incentra al concetto dello “shock and awe”, “colpisci e sbigottisci”; il termine “awe”, secondo l’American Heritage Dictionary, indica reverenza, rispetto, timore e meraviglia suscitati dall’autorità, dal genio, dal sublime, dalla potenza – uno sbigottimento d’impotenza di fronte al maestoso e all’incomprensibilmente potente.

Lo “shock and awe” cerca di attuare l'annientamento della volontà del nemico, che si arrende senza combattere.
Harlan Ullman e James Wade, autori (1996) dello studio realizzato per la National Defense University “Shock and Awe – Achieving Rapid Dominance”, gli Usa sono in grado di utilizzare il proprio armamento altamente potente e distruttivo e preciso, il cui impiego abbinato alla guerra psicologica consente di neutralizzare la capacità di combattere ed indurre alla resa i vertici militari nemici.
Un po' come avvenne con i bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki.

La nuova concezione strategica trova oppositori in chi avrebbe preferito una strategia analoga a quella del 1991: offensiva condotta con divisioni corazzate  facilitate massicci bombardamenti;  Rumsfeld aveva suggerito per l'Iraq, un piano simile a quello della guerra in Afghanistan. Si è giunti al compromesso posto in atto.
I militari hanno lamentato: truppe insufficienti, schieramenti lenti e ritardati, la corsa verso Baghdad senza la necessaria sicurezza.

Rumsfeld è convinto che meno effettivi, più tecnologia; meno combattimenti, più politica; meno vittime, più sostegno del fronte interno rendano le operazioni molto più efficaci. Vi sono difficoltà dovute alla imprevedibilità del nemico, al terreno, alla capacità di resistenza, alla permeabilità alla guerra psicologica.
Il modello di Rumsffeld ha funzionato in Iraq sia per le condizioni miserrime delle forze armate Irachene, sia per il terreno adatto alle operazioni con impiego di corazzati e tecnolofie avanzate. In un ambiente diverso, come il Vietnam, ci sarebbe tuttto da provare.

Giuseppe Brindisi
23 gennaio 2004