CguerrGuerra in iraq, guerra al terrorismo. In Iraq continua guerra e guerriglia
Cronologia aggiornata della Guerra Iraq, il dopo-guerra, la strage di Nassirya
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Cronologia degli eventi
La guerra Iraq:  la storia del conflitto  in sintesi cronologica
le fasi del conflitto
by Giuseppe Brindisi
10 marzo 2004


Con l'occupazione di Bagdad si è conclusa la fase bellica del conflitto in Iraq; proseguono la guerriglia e gli attentati terroristici.
La cattura di Saddam non ha influenzato la virulenza degli attentati alle forze della coalizione ed ai loro collaboratori.

Gli eventi si sono susseguiti a ritmo elevato e non vi è stato il tempo sufficiente alla percezione sintetica dell'evoluzione bellica.
Per poter meglio comprendere l'accaduto e seguire con metodo gli sviluppi, è opportuno rappresentare in una visione
organica la realtà via via configuratasi dai prodromi della guerra all'attuale situazione.

L'immagine  d'insieme può formarsi correlando cronologicamente i fatti accaduti dall'11 setttembre.
E' indubbio che l'evento da cui partire sia l'attentato alle Twin Towers e al Pentagono, origine della svolta storica dell'inizio del nuovo millennio. Si origina la reazione americana alla tremenda offesa che di lì in breve tempo porterà prima alla guerra in Afghanistan e poi a quella in Iraq, due dei Paesi "canaglia" indicati da Bush al Congresso nel corso della formulazione della cosiddetta dottrina Bush della guerra preventiva per sconfiggere il terrorismo prima che prosegua nella sua escalation di attacchi  proditori e sempre più gravi e per prevenire offese che potrebbero essere condotte con alrmi di distruzione di massa.
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11 settembre 2001 è l'evento origine degli eventi conflittuali che si sono sviluppati negli ultimi 32 mesi. si sono avute la guerra afghanistan e la guerra iraq che tutt'ora perdurano in forma di guerriglia e antiguerriglia


Si riporta la cronologia dell'attentato alle torri gemelle (Twin Towers) di Mew York, minuto per minuto

8.45 a New York (le 14.45 in Italia) Un'esplosione fortissima scuote Manhattan. Un aereo ha colpito una delle torri del World Trade Center. Divampa un          incendio.

9:05 Le telecamere di Cnn e Bbc stanno riprendendo l'incendio. All'improvviso compare un altro aereo che centra l'altra torre.
                La scena è filmata in diretta.

9:22 Evacuata Wall Street, chiusa la metropolitana, evacuato il Palazzo di vetro dell'Onu.

9:43 Terzo aereo kamikaze. Colpito il Pentagono a Washington. Un testimone parla di un aereo di linea precipitato
                sulla piazzola degli elicotteri.

9:40 Arriva la notizia di un'esplosione al Congresso. Si parla anche di un'autobomba presso il Dipartimento di Stato. Un'ora dopo le notizie
                vengono smentite.

9:45 Viene evacuata la Casa Bianca. Bush è già in volo con l'Air Force One. Per motivi di sicurezza decide di non atterrare e di seguire
                gli sviluppi in volo.

9:50 Sgomberato il Congresso.

9:55 L'aviazione Usa dichiara di aver perso le tracce di altri due aerei.

10:00 Precipita il quarto aereo. E' un Boeing 747 in volo da Chicago a New York.

10:05 A New York crolla la prima torre.

0.28 Crolla la seconda Torre. Una nuvola di fumo copra tutto il Sud dell'isola di Manhattan.

11:20 Crolla anche un palazzo vicino al World Trade Center.

12.30 Prime stime dei morti. Si parla di 10 mila persone uccise.

13.18 Bush compare in Tv e promette di dare la caccia e punire i responsabili degli attentati. Poi alle 13.46
                  riparte con l'Air Force One per destinazione ignota.
17.00 Bush torna alla Casa Bianca

18.30 Nuovo messaggio di Bush alla nazione: "Colpiremo i responsabili e i Paesi che li proteggono".
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ext
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Guerra in Iraq: immagini e foto dossier
by Giuseppe Brindisi
2 dicembre 2004

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Per approfondire
La Crisi  

20 marzo 2003: ore 3.35 (in Italia): le forze angloamericane attaccano Baghdad, inizia la guerra.

18 marzo 2003: ultimatum di Bush: «Saddam ha 48 ore di tempo per andarsene». Saddam: «Non cedo, siamo pronti ad una battaglia sanguinosa».

17 marzo 2003: Bush all'Onu: «Oggi è il giorno della verità». Saddam risponde: «Sarà guerra in tutto il mondo».

10 marzo 2003: il Papa: «L’alternativa pace-guerra
è una scelta tra il Bene e Satana».

27 febbraio 2003: USA: «Bush non si farà condizionare dalle pressioni del Papa».

25 febbraio 2003: sulla seconda risoluzione, USA, Gran Bretagna e Spagna da una parte, Francia, Germania e Russia dall'altra.

21 febbraio 2003: Rumsfdeld: «Siamo pronti per l'invasione dell'Iraq».

19 febbraio 2003: Berlusconi: «Sull’Iraq abbiamo ancora speranze di pace».

18 febbraio 2003: Vaticano: «La pace è ancora possibile».

15 febbraio 2003: manifestazioni a favore della pace in tutto il mondo.

12 febbraio 2003: il primo ministro spagnolo Aznar afferma di essere a favore dell'intervento militare in Iraq.

11 febbraio 2003: il presidente cinese Yabg Zeming appoggia la posizione di Francia e Germania.

4 febbraio 2003: l'incontro tra Blair e Chirac si conclude con un nulla di fatto: ognuno conserva le proprie posizioni.

29 gennaio 2003: John Negroponte, ambasciatore USA presso l'Onu, avverte che il tempo a disposizione per un negoziato sta per esaurirsi.

22 gennaio 2003: Chirach e Schroeder ratificano l'opposizione comune ad un intervento armato in Iraq.

18 gennaio 2003: Blix: «L'Iraq non ha collaborato abbastanza con gli ispettori dell'Onu».


14 gennaio 2003: Bush: «Ne ho abbastanza dei giochetti di Saddam».

8 gennaio 2003: El Baradei, direttore generale dell'Agenzia Internazionale sull'Energia Atomica, chiede più tempo per le ispezioni.

7 gennaio 2003: con un nuovo contingente di truppe, il numero dei soldati statunitensi in zona sale a 250 mila.

28 dicembre 2002: Bush definisce Saddam «un pericolo per i suoi vicini e per il mondo», mentre il Pentagono invia altre truppe nel Golfo Persico.

22 dicembre 2002: Igor Ivanov, Ministro degle Esteri russo: «Non esistono le condizioni per un attacco all'Iraq».

20 dicembre 2002: Hans Blix, capo degli ispettori Onu: «Non ci sono prove incriminatorie sugli armamenti iracheni».

3 dicembre 2002: il governo turco metterà le proprie basi militari a disposizione degli USA.

27 novembre 2002: gli ispettori Onu si dicono soddisfatti del grado di collaborazione mostrato dai funzionari iracheni.

27 novembre 2002: Schroeder: «La Germania non parteciperà ad una eventuale guerra contro l'Iraq».

18 novembre 2002: venti ispettori dell'Onu sono arrivati in Iraq per iniziare i controlli sugli armamenti di Saddam Hussein.

13 novembre 2002: l'Iraq accetta senza condizioni le ispezioni degli armamenti da parte dell'Onu.

3 novembre 2002: l'Arabia Saudita fa sapere che non metterà a disposizione le proprie installazioni militari.

23 ottobre 2002: un portavoce del governo iracheno fa sapere che una nuova risoluzione dell'Onu equivarrebbe ad una dichiarazione di guerra nei loro confronti..

22 ottobre 2002: Chirac e Putin si dicono contrari alla nuova proposta di risoluzione statunitense.

21 ottobre 2002: Bush chiede che l'Onu approvi una nuova risoluzione e che le ispezioni siano rapide.

16 ottobre 2002: Bush firma una risoluzione del Congresso che autorizza la guerra con l'Iraq.

27 settembre 2002: Francia e Cina negano il proprio appoggio agli USA in un eventuale intervento militare in Iraq.

24 settembre 2002: il Governo iracheno garantisce libero accesso agli ispettori dell'Onu.

21 settembre 2002: si approfondisce il conflitto diplomatico tra USA e Germania.

9 settembre 2002: il Segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan avverte sulle possibili conseguenze dell'attacco all'Iraq.

4 settembre 2002: il Congresso statunitense appoggia Bush su un eventuale attacco nei confronti dell'Iraq.

24 agosto 2002: il governo iracheno lancia una massiccia campagna diplomatica contro gli Stati Uniti.
10 agosto 2002: Bush: «L'Iraq è nemico finchè non dimostra il contrario».

7 agosto 2002: Saddam: «Se gli USA attaccheranno, noi ci difenderemo».

19 luglio 2002: 5 civili morti e 8 feriti durante un raid delle forze anglo-americane in Iraq.

17 luglio 2002: Saddam avverte: «Il popolo iracheno è pronto a combattere per l'indipendenza e la libertà».

14 luglio 2002: Bush incontra Blair per preparare un possibile piano d'azione contro l'Iraq.

13 luglio 2002: ancora incursioni di cacciabombardieri anglo-americani in Iraq.

6 luglio 2002: Saddam Hussein attacca Bush: «E' arrogante, non conosce la parola dialogo».

5 luglio 2002: niente accordo tra Onu e Iraq per quanto riguarda le ispezioni.
26 giugno 2002: aerei inglesi e americani bombardano un posto di controllo delle forze militare nel nord dell'Iraq.

16 giugno 2002: secondo il Washington Post, la Cia sarebbe stata incaricata di preparare un piano per far cadere il regime iracheno.

3 maggio 2002: i colloqui tra il governo iracheno e alcuni rappresentanti dell'Onu riguardo l'ammissione degli ispettori Onu non vanno a buon fine, ma c'è comunque ottimismo.

19 marzo 2002: secondo la Cia ci sarebbero le prove per dimostrare i contatti tra Iraq e l'organizzazione Al Qaeda.

28 febbraio 2002: il governo di Baghdad si dice disposto ad accettare un gruppo di ispettori britannici, al fine di esaminare le armi di distruzioni di massa in mano agli iracheni.

13 febbraio 2002: Bush: «Prenderemo ogni misura per difenderci da nazioni come l'Iraq».

31 gennaio 2002: nel discorso sullo stato dell'Unione, Bush segnala come possibili stati nemici l'Iran, l'Iraq e la Corea del Nord.

  18 dicembre 2001: Donald Rumsfeld afferma che gli USA non hanno bisogno dell'Onu per allargare il conflitto ad altri paesi «canaglia».

27 novembre 2001: Bush avverte Saddam Hussein: «Se non accetterà le ispezioni dell'Onu, sia pronto a pagarne le conseguenze.

9 ottobre 2001: migliaia di iracheni scendono in piazza per protestare contro l'attacco dell'Afghanistan.

  20 settembre 2001: aerei angoamericani bombardano due batterie antimissile nel sud dell'Iraq.

  11 settembre 2001: attentato alle Twin Towers.




La Guerra

Alle 3,33 (ore 5,33 a Bagdad) del 20 marzo scattava l'attacco
Cronologia di un mese di guerra in Iraq
I fatti principali dei primi 30 giorni dell'intervento della coalizione angloamericana contro il regime di Saddam
ROMA - Domenica 20 aprile, giorno di Pasqua, scade il primo mese di guerra. Di seguito i fatti principali, giorno per giorno, dell'intervento angloamericano in Iraq.

20 marzo: alle 3.33 in Italia (le 5,33 in Iraq), con «decapitation attack», una serie di martellanti raid aerei per decapitare il regime, gli Stati Uniti lanciano l'operazione «Iraqi Freedom». L'intervento militare vero e proprio comincia con l'invasione dei marines del primo corpo di spedizione dal Kuwait. Primo discorso in tv di Saddam Hussein.

21 marzo: le forze della coalizione sostengono di aver preso il controllo del porto di Umm Qasr e della Penisola di Fao, dove sono arrivate le forze britanniche. Muoiono i primi soldati americani in un incidente di elicottero. Il Pentagono annuncia l'inizio di «shock and awe».

22 marzo: Il generale Tommy Franks, comandante in capo delle forze alleate, nella sua prima conferenza stampa, annuncia che quella iniziata sarà una campagna diversa da tutte le altre, «vedrete shock, sorpresa e flessibilità». In un attentato suicida resta ucciso un giornalista australiano. Manifestazioni pacifiste in tutto il mondo.

23 marzo:un soldato americano di religione islamica lancia una granata contro Camp Pennsylvania, nel Kuwait, uccidendo un commilitone e ferendone altri 15. La televisione Al Jazeera mostra le immagini di soldati americani uccisi e catturati nei pressi di Nassiriyah.

24 marzo: in una conferenza stampa, il vice premier iracheno Tareq Aziz afferma che Saddam Hussein ha «il totale controllo del Paese, delle Forze armate e del Partito Baath».

25 marzo: primi tempeste di sabbia, mentre quattromila marines attraversano l'Eufrate. Fonti britanniche parlano di una rivolta popolare a Bassora.

26 marzo: un missile colpisce un mercato di Bagdad, uccidendo 15 persone. Nella notte vengono paracadutati nel nord dell'Iraq mille parà americani partiti dalla base di Ederle, Vicenza.

27 marzo:Vertice a Camp David tra Bush e il premier britannico Tony Blair: i due leader riaffermano che raggiungeranno l'obiettivo di rimuovere Saddam e liberare il popolo iracheno.

28 marzo: il Consiglio di Sicurezza dell'Onu raggiunge un accordo sulla ripresa del programma «petrolio contro cibo». Oltre 50 persone restano uccise in un nuovo bombardamento di un mercato di Bagdad, mentre sette giornalisti italiani vengono fermati a Bassora dalla polizia irachena.

29 marzo:quattro marines americani restano uccisi a Najaf nel primo attacco suicida contro le forze della coalizione. Il vice presidente iracheno, Taha Yassin Ramadan, annuncia: «È solo l'inizio».

31 marzo: il generale Fransk visita le truppe americane in Kuwait, mentre si intensificano i raid contro i palazzi del potere a Bagdad. La televisione Nbc licenzia Peter Arnett per aver concesso un'intervista alla tv irachena.

1° aprile: dieci civili, tra cui cinque bambini, sono uccisi a un checkpoint a Najaf dagli americani, che temono un attacco suicida. Con un blitz delle forze speciali, viene liberata Jessica Lynch, uno dei soldati americani catturati dagli iracheni in un'imboscata vicino a Nassiriyah.

2 aprile: gli Stati Uniti annunciano di essere a poco meno di 40 chilometri da Bagdad.

3 aprile: incontro a Bruxelles tra i ministri degli Esteri dell'Ue e della Nato e il segretario di Stato americano Colin Powell, che promette che l'Onu avrá un ruolo importante nella ricostruzione. Forze speciali entrano in un palazzo presidenziale fuori Bagdad.

4 aprile:gli americani entrano nell'aeroporto di Bagdad.

6 aprile:bombardato un convoglio diplomatico russo che lasciava la capitale irachena in direzione della Siria, a bordo del quale si trovava anche l'ambasciatore russo, rimasto leggermente ferito. Conquistata Karbala, mentre le forze americane hanno ormai accerchiato Bagdad.

7 aprile: le forze britanniche annunciano la morte di Ali il chimico. Due giornalisti, l'inviato di «El Mundo» e il collega di «Focus» restano uccisi in un attacco missilistico a sud di Bagdad.

8 aprile:attaccato l'Hotel Palestine, l'albergo dei giornalisti, restano uccisi due reporter, mentre un inviato di Al Jazeera muore nel bombardamento della sede tv a Bagdad. Da Belfast, il presidente americano George W. Bush e il premier britannico Tony Blair ribadiscono l'impegno a lavorare con l'Onu nel dopo Saddam

9 aprile:i marines americani entrano nel centro di Bagdad,abbattuta la grande statua di Saddam Hussein nella piazza del Paradiso.

10 aprile: i curdi entrano a Kirkuk, nel nord dell'Iraq. Un leader sciita, Abdul Majid al Khoei, viene accoltellato a morte nella moschea di Najaf. Primo attacco suicida a Bagdad, morti due marines americani.

11 aprile: gli americani diffondono un mazzo di carte con i volti e i nomi dei 55 "most wanted" del regime, mentre aumentano le accuse degli Usa alla Siria di aver dato ospitalitá ai leader iracheni in fuga. Cade anche a Mosul.

12 aprile: si consegna agli americani Amir al Saadi, consulente scientifico di Saddam. Devastazioni e saccheggi in tutta la capitale, nella biblioteca e nel Museo archeologico.

13 aprile: vengono liberati sette soldati americani in mano agli iracheni. Viene catturato uno dei fratellastri di Saddam, Watban al Tikriti.

14 aprile: i marines entrano a Tikrit, la ciità natale di Saddam.

15 aprile: l'opposizione si riunisce per la prima volta a Nassiriyah.

16 aprile: le forze americane annunciano l'arresto di Abu Abbas a Bagdad. Franks va a Bagdad, mentre Bush firma la legge di spesa per la guerra da 79 miliardi di dollari e chiede la revoca delle sanzioni contro l'Iraq. A Bagdad viene catturato un altro fratellastro di Saddam, Barzan Ibrahim Al Tikriti.

17 aprile: Al Jazeera mostra le immagini di quello che potrebbe essere stato l'ultimo rifugio di Saddam. L'Fbi invia agenti in Iraq per recuperare il patrimonio saccheggiato. Nei pressi di Mosul i curdi catturano un leader del Baath, Samir Al Aziz Al Najim.

18 aprile: trovato il tesoro di Saddam, 320 milioni di dollari, in un palazzo presidenziale. Abu Dhabi mostra le immagini del rais che risalirebbero al 9 aprile, giorno della caduta di Bagdad. Migliaia di iracheni scendono in piazza, al grido di «nè con Saddam nè con gli Stati Uniti».

19 aprile: E' stato catturato a Bagdad dalla polizia irachena, e poi consegnato ai marines, l'ex ministro delle Finanze Hikmat al Azzawi. al Azzawi era il numero 45 della lista dei 55 gerarchi più ricercati dagli Stati Uniti,
19 aprile 2003



IL  DOPO-GUERRA


LINKS

Le cause prossime e remote;
Le vere cause

         La guerriglia e gli attentati:
strategie
attentati e stragi: considerazioni


Per approfondimenti si consiglia la consultazione del dossier su guerra in iraq


Saggi di Analisi critica della Guerra in Iraq
>L'Agorà di Giuseppe Brindisi, parla di guerra iraq, storia iraq, contingente  
      italiano. Links per approfondire guerra Iraq, integralismo islamico, terrorismo
>Guerra Iraq cronologia, storia guerra Iraq, dossier immagini guerra Iraq
>Antologia dei saggi sulla Guerra in Iraq
>La Guerra senza limiti
>La Guerra ha mai avuto limiti?
>La Guerra selettiva
>Debellate il Terrorismo !
>I capponi di Renzo
>La guerra mediatica in Iraq
  >Fallujah una mini Stalingrado                 
3 maggio 2004

>Ritiro del contingente italiano dall'Iraq                   
Il perché di un errore gravissimo                     
by Giuseppe Brindisi, 28 aprile 2004                       
       .  >continua

                                                                    
    Armi di Distruzione di Massa tra le principlali cause della guerra in Iraq?
  >La guerra in Iraq? un favore a Bin Laden             
   Il più grave errore di Bush nella guerra in Iraq                
   by Giuseppe Brindisi, 26 aprile 2004                   

In altro saggio sulle >cause prossime e remote della guerra in Iraq, si osservava che ' 11 settembre ed il possesso delle Armi di Distruzione di Massa (ADM)
fossero, il casus belli per la guerra in Iraq e che le cause decisive si originassero dall'esigenza USA di acquisire, nel Centro dell'Asia, un'area strategicamente
importantissima per il controllo del Medio Oriente degli Stati canaglia  (Iraq, Iran, Afghanistan). >continua