La sinistra vuole il ritiro immediato del contingente italiano dall'Iraq
Errore gravissimo
by Giuseppe Brindisi
28 aprile 2004


Il ritiro della coalizione dall'Iraq, prima di pacificare l'area e senza instaurare un regime democratico filo-occidentale, sarebbe un errore gravissimo e destabilizzante del mondo. Appare chiaro che il fallimento USA in Iraq è l'obiettivo strategico di Bin Laden e dei Capi del Terrorismo Islamico. Gli USA soarebbero  serviti per un disegno diabolico di Bin Laden.
Eliminare Saddam che, con la guerra con l'Iran raffreddò il dilagare della rivoluzione islamica innescata da Koemeni, ed è stato il più tenace avversario degli ayatollah interni ed esterni.
Ci vollero milioni di morti per fermare la controffensiva iraniana seguita al demente errore di Saddam (forse indotto dagli USA che pensavano di stroncare la pericolosa rivoluzione islamica degli ayatollah). Errore gravissimo in tutti i sensi generato dalla convinzione di debellare il potere teocratico, instaurato da Komeinì, con una spallata ad una repubblica islamica instabile ed indebolita dalla lotta contro il tutt'altro debole sistema dello Scia Reza Palevi. (difeso da forze armate ben equipaggiate e ben addestrate). Errore politico, storico e militare. L'occidentilazzione dello Scia era più che incompleta, apparente. Non era bastato qualche decennio per traghettare i persiani dal Medio Evo all'era industriale avanzata; né la rivoluzione islamica in atto era da considerare fattore d'indebolimento della volontà degli iraniani; basti ricordare la battaglia di Valmy (nell'Aprile 1792 la Francia dichiara guerra a Austria/Prussia/Regno di Sardegna Il 20 Settembre  le forze Francesi al comando di  Charles-François Dumouriez e François-Christophe Kellermann respinsero una forza d’invasione Austro-Prussiana a Valmy) vinta dalla Francia, nel pieno della rivoluzione, contro gli esreciti agguerritissimi dell'Austria, della Prussia e del Piemonte. Mai pensare che un popolo in rivoluzione costituisca facile bersaglio.

Che la ragione illumini coloro che credono di debellare il terrorismo scappando. Non occorre essere filosofi della guerra per valutare le conseguenze di un eventuale fallimento USA in Iraq. I terroristi ne uscirebbero vittoriosi e determinati a proseguire sulla via del sangue. La perdita del controllo in Iraq causerebbe un sicuro effetto domino. Nè si pensi che l'ONU possa svolgere azioni efficaci. I terroristi l'attaccherebbero così come attaccano l'America. Il loro obiettivo è prendere il potere e, di certo, non democraticamente. Siria, Iran ed integralisti dei Paesi a religione musulmana ne approfitterebbero per allontanare le possibilità d'intervento dell'Occidente contro regimi dittatoriali e feroci nemici d'Israele e dell'America.
Gli USA non sono rimbecilliti e conoscono benissimo la gravità del pericolo. Continueranno da soli e l'Europa proseguirà nell'ecclissi in atto.



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