STRATEGIE PLANETARIE
di Giuseppe Brindisi

Continuiamo a trattare di asimmetrie strategiche ed allarghiamo la visione a livello planetario. Per la prima volta nella storia dell’umanità una sola potenza domina la scena del globo terrestre e lo spazio che lo circonda: gli USA.

L’ America è, quindi, la Potenza Planetaria. Il tentativo di tracciare le possibili linee evolutive della situazione planetaria per individuare le prospettive plane-strategiche deve necessariamente servirsi della modellizzazione della situazione planetaria attuale.


Gli Attori

Come si accennava nella prima parte di questo tema afferente alle strategie asimmetriche, le entità geo-politiche del pianeta sono individuabili nelle seguenti aree: America del nord, Europa dall’Atlantico agli Urali, Giappone, Australia, Taiwan, Corea del Sud, Isralele; Cina e sub-continente indiano; America del Sud; mondo arabo; Africa nera.

Gli attributi di ciascuna entità hanno valori affini.

La prima area si caratterizza, in primis, per la presenza fisica della Potenza Planetaria, poi, per gli elevati livelli di diffusa digitalizzazione, benessere, democratizzazione politica e sociale, organizzazione; per bassi livelli di religiosità, densità e sviluppo  demografico.

La  seconda area si distingue, invece, per livelli bassi, d’industrializzazione, di benessere, di democratizzazione politica e sociale, di organizzazione; per elevati livelli di religiosità, presenza del comunismo in Cina. Il valore della situazione demografica, problema dominante, è elevatissimo per densità e sviluppo.

L’ area latino-americana ha caratteristiche sui generis. Si presenta, infatti, con umanità occidentale, elevata superficie ed ingenti risorse agrarie e minerarie, potenzialità eccezionali d’allevamento del bestiame, elevati livelli di religiosità con vene addirittura arcaiche (animismo, feticismo…), bassi livelli industriali ed organizzativi, instabilità politica oscillante tra dittatura e democrazia.

L’ area del mondo arabo si presenta con eccezionale presenza di risorse petrolifere, scarsa industrializzazione, livelli insufficienti di benessere, diffusa presenza di regimi dittatoriali e teocratici, assenza di democratizzazione sociale, religiosità imperante e, con deviazioni di fanatico integralismo religioso.
Il mondo arabo è il kernel dell’antiamericanismo, l’avversario più pericoloso della Potenza Planetaria cui si oppone anche con il disprezzo della vita propria ed altrui.

L’ Africa nera è il teatro di un’immensa tragedia. Ricca di miniere, con un’umanità che stenta ad uscire dalla preistoria, lacerata da sanguinose guerre tribali, falcidiata dalle malattie, governata da dittature tribali. Nell’ Africa nera la speranza muore di giorno in giorno. Gli aiuti del Mondo occidentale, per ora, allungano l’agonia.

Questa rappresentazione della realtà planetaria completata dall’individuazione  della dinamica storica e dai problemi che la determinano e che,  in proiezione, la condizioneranno, consente di formulare le strategie possibili cui la Potenza Planetaria potrebbe informare la propria politica e l’impiego dello strumento militare

Nella prima parte del saggio sulle Strategie Asimmetriche, si è fatto riferimento al contrasto della Potenza Planetaria con potenze minori.

In questa parte saranno esaminate le plane-situazioni e le possibili e convenienti strategie da seguire.


La scena

Gli scenari ipotizzabili sono essenzialmente due: il primo incentrato sulla possibilità del progressivo cambiamento della stessa identità politico-sociale della Potenza Planetaria con lo sconvolgimento progressivo della sua attuale realtà etnico-religiosa attraverso l’immigrazione, l’incremento demografico della componente islamica la cui prevalenza segnerebbe l’islamizzazione americana così come avvenne per la Cristianizzazione dell’Impero Romano.

La Democrazia accelererebbe la rovina attraverso il meccanismo della maggioranza dei voti. Gli USA, come un baobab invaso dalle termiti, sarebbero svuotati dall’interno e rovinerebbero ineluttabilmente, E’ ovvio che il time frame di questo ipotizzato evento si misura in generazioni e, di certo, non in anni.

Il secondo scenario si origina da un ipotetico drammatico crollo economico del subcontinente cino-indiano. Masse disperate di milioni di uomini, donne, vecchi e bambini si sposterebbero da oriente ad occidente, via terra e via mare, analogamente all’attuale immigrazione clandestina in Europa dal Sud del Mondo e dell’Est post-comunista.

Il ricorso ad armi di distruzione di massa per arginare la marea dei disperati sarebbe impensabile.
Il villaggio globale non reggerebbe alla vista dei massacri in diretta TV.

Dalla popolazione cinese ed indiana, oggi calcolata in due miliardi e mezzo di uomini, traboccherebbero decine di milioni di uomini, donne, vecchi, bambini per muoversi verso le grasse aree occidentali. Si assisterebbe allo sconvolgimento planetario.


Le Strategie

Quali strategie possibili e convenienti per far fronte agli eventi ipotizzati?
Non possono che basarsi:  sull’accelerazione dell’esportazione del modello di vita politico-sociale occidentale; su di un poderoso sforzo di demitizzazione di tutte le religioni ed ideologie, a cominciare dall’islamismo; su azioni legali ed eticamente possibili per limitare le nascite.

I tempi d’esportazione del modello di vita sono contraibili mediante l’impiego sinergico dell’azione politica, della forza, della propaganda ideologica e dell’esportazione del benessere.

La demitizzazione delle religioni è perseguibile con l’innalzamento dei livelli d’istruzione scolastica e  culturali in generale. E’ indispensabile, altresì, elevare lo spirito critico dell’universalità degli uomini perché possano meglio discernere tra utopia e realtà.

Giova ricordare che, il primo tentativo fu effettuato, sulla scia dell’Illuminismo, dalla Rivoluzione Francese, che, tra l’altro, fece assurgere a Dea la Ragione. Il secondo, anch’esso fallito, dal Marxismo, nuova religione basata sui miti della fine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, della giustizia universale, del dominio della classe operaia   






Un governo mondiale

Gli USA possono seguire due vie distinte: l’imperialismo o la guida.
L’ Imperialismo provocherebbe resistenze e reazioni naturali da parte della maggioranza dei popoli che difficilmente rinuncerebbero alle loro libertà. La situazione planetaria diverrebbe instabile e tormentata da numerosi ribellioni anche armate. Le speranze di Pace duratura svanirebbero.

Nettamente migliore sarebbe l’assunzione da parte della Potenza Planetaria, di un ruolo di Grande Guida, promotrice di un governo mondiale basato sull’ONU riformata, sia nel processo decisionale (abolizione del diritto di veto delle Potenze vincitrici del secondo conflitto mondiale), sia nella possibilità di impiego diretto di una Polizia Internazionale in grado di imporre con la forza il rispetto delle sue risoluzioni, prese con meccanismi democratici e riflettenti la concreta partecipazione di tutti i Membri.

In questa fase di riconversione dell’ONU, l’Europa, dall’Atlantico agli Urali, il Giappone, la Cina, l’India, i Paesi Arabi moderati, sono indispensabili Padri della nuova costituzione della ONU stessa che assurgerebbe al ruolo di vero Governo Mondiale 


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