La robotica: dalla mitologia alle flotte di robot
Gli sviluppi in ambito civile e militare
di Giuseppe Brindisi
11 agosto 2003

La robotica, come l’informatica, è scienza-tecnologia pervasiva. Essa ha attinenza con la gran parte delle
attività umane: dall’industria alla chirurgia, dalla difesa alla diagnostica, dallo spazio ai giochi elettronici,
dall’agricoltura all’elettronica… .
Purtroppo,in Italia, la conoscenza delle applicazioni robotiche è limitata a pochi addetti ed agli
studiosi dell’affascinante materia.

La FIAT,da circa 15 anni, fa largo uso di gruppi propulsori FIRE per auto. A pochi, però,
é noto il significato del termine.
FIRE è l’acronimo di Full  Integrated Robotized Engine.
E' il risultato di una ricerca FIAT, brillante ed utilissima, per  un propulsore destinato ad essere costruito ed assemblato mediante l'impiego di soli robot.
Le componenti del FIRE sono. per questo scopo, meno della metà di un analogo motore tradizionale.
L’intervento umano, in fase di produzione, è ridotto al minimo, consentendo, così, l'abbattimento dei costi.

Il riconoscimento computerizzato degli oggetti consente l'impiego di robot in grado di individuare e di montare i componenti di schede elettroniche. Altri robot riforniscono la catena di montaggio.
L'intervento umano si limita alla sorveglianza ed al ripristino della funzionalità del sistema in caso di intoppi.

I robot sono,poi, impiegati in chirurgia, nei casi in cui è richiesta elevata precisione d'intervento

Esistono anche robot antisabotaggio, robot giocatori di calcio e micro-robot per le diagnosi interne all’apparato digerente. Collocati in capsule, inghiottiti,  trasmettono allo le immagini delle aree esaminate.

In campo miltare, i recenti conflitti in Iraq ed Afganistan, hanno visto l'impiego dei "Predator";  aerei UAV (Unmanned Air Vehicles -senza pilota-) telecomandati, con potenzialità di bombardiere 'leggero' e di ricognitore.

Una nota industria italiana – in stretto collegamento con le aziende "madri" USA - leader del settore, annovera nei propri programmi di realizzazione e di ricerca, oltre al Predator, anche altre due categorie di UAV: "Falco" e "Nibbio".

• Il "Falco" è un UAV di categoria MAE (Medium Altitude Endurance, Volo di Durata ad Altezza Media) con apertura alare di 7,20 m, di cui è prevista una versione navale. All'interno vi è il payload (centralina di comando) che comprende i visori termici, telecamere a colori e designatori laser.

• Il "Nibbio" ha superato il numero di 100 esemplari prodotti; nel 2004 sarà prodotta una versione sperimentale modificata, in differenti configurazioni, che comprenderanno un data link (sistema informatico di trasmissione-ricezione dati), e sensori  optoelettronici.

L'impiego dei robot è in continua espansione.

Anche in questo settore non possono essere ignorati i Greci, apportatori di un contributo fondamentale al problema della vita e dell’intelligenza artificiale.

L’originalità e l’attualità del pensiero greco non cessano di stupire.
Si ricorderà che Efèsto, il fabbro degli Dei, si fa aiutare – Iliade XVIII canto – da fanciulle bellissime di oro che <<…con lui pur movevano ancelle/scudi nell’oro che in tutto sembravano vive fanciulle,/perché senno entro i petti racchiudono, e forza e favella,/… .>>

Altro automa, costruito da Efésto, è Talo (Apollonio Rodio, Argonautiche 1639 segg.); un gigante di bronzo, custode di Creta. Affronta gli Argonauti scagliando fuoco e pietre.

Tutte le civiltà hanno subito il fascino della vita artificiale e dei robot. La letteratura ci ha lasciato, in proposito, magnifiche testimonianze: Simbad il marinaio, il Golem del Maharal di Praga, Pinocchio, il Robot di Karel  Capek.

Aristotile, a proposito dell'ansia umana di costruire una vita artificiale, scrive nel  De Anima (IIB, 4, 415b): <<…siccome il vivente non è in grado di partecipare dell’eterno e del divino in modo continuo, perché nessun essere corruttibile può permanere lo stesso e unico numericamente, perciò ciascuno ne partecipa nel modo che può, uno più, l’altro meno e permane non lui ma un altro come lui non per il numero ma per la specie…>>.

I Greci hanno realizzano effettivamente  automi di cui, purtroppo, sono giunti a noi solo frammenti descrittivi. Archita di Taranto, pitagorico, amante della gioventù, costruisce, per il divertimento dei bambini, una colomba automa di legno, simile all’oca, di 2000 anni dopo, di Jacque de Vaucanson.

Con la svolta intellettuale di Galileo, Cartesio, Newton, Leibnitz, la ricerca scientifica infiamma la conoscenza e fa esplodere l’entusiasmo di indimenticabili narratori di fantascienza quali Giulio Verne e Isaac Asimov.
Turing, dopo aver realizzato, nel 1937, la macchina che prenderà il suo nome, nel 1950 si chiede se i computer possono pensare. Risponderà, poi, affermativamente alla sua domanda.

I grandi scienziati, Norbert Wiener e Johan Von Newman, apportano contributi eccezionali alle conoscenze scientifiche più strettamente correlate con la robotica.
Wiener introduce il concetto ed il termine di cibernetica, entrato a far parte del linguaggio comune.
La cibernetica  studia la gestione e la trasmissione delle informazioni per i feedback (controlli della risposta) in sistemi sia essi viventi, sia meccanici, elettrici, ed elettronici. Essa é Scienza del pensiero; consente di applicare all’indagine sui processi psichici, il rigore intellettuale e metodologico delle scienze esatte.
L’evoluzione dell’elettronica consentirà, poco più tardi, di progettare e costruire robot dotati di funzioni impensabili solo pochi anni fa.

Nonostante i successi cui si è accennato, il sogno di costruire robot antrpomorfi resterà a lungo tale. Si ignora del tutto  il processo della formazione del pensiero e della coscienza di essere. E fino a quando le conoscenze non progrediranno, l'uomo si dovrà accontentare di emulare le funzioni umane modellabili con algoritmi più o meno complessi. La Scienza dovrà indagare sui segreti del pensiero, della coscienza, e scoprire, se possibile, le leggi che li governano.
Per ora, ed è già, tanto, è possibile produrre robot che aiutino o sostituiscano l’uomo nelle attività esecutive (ed è già tanto. Basti pensare ad un robot elementare : la lavatrice, che ha liberato le donne da un lavoro ingrato). Il mondo delle idee, per fortuna, è ancora un universo esclusivamente umano
.
La robotica, di certo, sarà sempre più di grande aiuto all’uomo per le attività ripetitive e per lavori che non richiedono l’impegno dell’intelletto. Sevirà ad  amplificare le capacità umane fisiche e sensoriali.
L'uomo, finalmente libero dal lavoro fisico, potrà dedicarsi quasi interamente ad attività intellettuali, riservando le energie fisiche per gli sport ed il tempo libero. C'è chi già preconizza un futuro in cui l'uomo potrà dedicarsi essenzialmente alle attività di pensiero. E' il sogno di un'Atene senza schiavi.

In ambito militare, tra non molto, il ricorso alla robotica diverrà generalizzato. Gli aerei Drones, per l’osservazione del campo di battaglia, sono, da decenni, una realtà operativa. Nel prossimo futuro, i sistemi C4I Avanzati controlleranno  flotte robotiche che sostituiranno le dispendiose flotte con equipaggi umani.

Sono stati stanziati miliardi di dollari per la costruzione del primo prototipo di portaerei robot, che a sua volta potrà accogliere squadriglie d’aerei robotizzati, senza pilota. L’intento dichiarato dal Pentagono è di creare flotte robotizzate operanti nelle aree strategiche, in acque internazionali e capaci di difendere gli interessi USA nel mondo .




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