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Ill potere delle religioni in democrazia by Giuseppe Brindisi, 30 nov 2004
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L’integralismo islamico: alienazione e disprezzo della vita
2 giugno 2003

Siamo  attoniti di fronte al tragico fenomeno degli uomini bomba. Non regge né il paragone con i kamikaze giapponesi, né  i bonzi vietnamiti che si facevano ardere per protesta nella piazza di Saigon.                                                                 
I kamikaze giapponesi, per distruggere le navi da guerra americane, immolano la propria vita in battaglia senza, per questo, disprezzare nè la propria nè quella del nemico.                                                                              
Appare chiaro che la sistematicità nel distruggere sè stessi per uccidere gli altri è fenomeno e non episodicità.

Quali cause producono un siffatto tragico effetto?
L'analisi storica le fa intravedere nel rifiuto degli integralisti di subire la fase finale del processo d’occidentalizzazione dell’umanità. Questo corso storico ha avuto uno sviluppo  contestuale al progresso scientifivo e tecnologico dell'Europa, prima, e dell'intero mondo industrializzato, poi.
I ritmi del cambiamento turbano l'occidente ma sconvolgono  le frange integrraliste dell'Islam.

La Storia dell'Umanità è, per molti aspetti, speculare a quella del dualismo Religione -Scienza.
Il tentativo di capire il perchè si è giunti a tanto scempio richiede un excursus storico, anche se sintetico, dello sviluppo di questo tormentato rapporto.


L'antico Egitto

L'abilità tecnologica degli antichi egiziani è indiscutibile. Le piramidi, le tecniche idrauliche per il controllo delle inondazioni sono testimonianze della loro abilità tecnologica.
La matematica, però, non assurge, nella civiltà egizia, allo stadio di generalizzazione modellistica indispensabile per l’indagine di classi di fenomeni.

Gli antichi egiziani non vanno oltre l’ambito applicativo. Un eminente studioso dice::"l'impressione lasciata in una mente moderna è quella di un popolo che cerca nel buio la chiave della verità, ed avendone trovata non una, ma molte, che si adattano al profilo della serratura, le tiene tutte per paura di potere scartare quella giusta".

La loro visione del cosmo è animista; lo testimoniano le divinità dominatrici della forza della natura; mostruosi ibridi di uomo-animale.
Tale visione, ovviamente, preclude la via dell'indagine scientifica e fa abortire la Scienza.


L'antica India

Qui la visione animistica dell'esistenza è generalizzata.
Ne scaturiscono immagini mitologiche di straordinario valore raffigurativo.
L'universo è  un enorme uovo collocato nel ventre di una divinità bisessuale, oppure, è prodotto della traspirazione del corpo di Visnu  dai cui follicoli esce a forma di bolla, che subito esplode.

Questa concezione del cosmo origina un'apatica rassegnazione, aggravata,dall'attesa del profetizzato avvento dell' era di Kaliyuga che, secondo il calendario, avrebbe dovuto  durare circa 400 mila anni di miseria, sofferenza e morte seguita dalla reincarnazione.
Un infernale loop.
.
Questa credenza genera, oltre a rassegnazione, totale fatalismo.

"Non che mancasse il talento" spiega dom Stanley L. Jaki. "L'antica India è il luogo della nascita del calcolo decimale - compreso il valore posizionale per i multipli di dieci e per lo zero, forse la più grande scoperta scientifica mai fatta. Ci si aspetterebbe che il continuo uso dello zero matematico avrebbe dovuto sensibilizzare sulla differenza tra essere e non-essere. E lo fece, ma solo per rafforzare la convinzione che ciò che è, deve essere da sempre e non potrebbe mai mancare di esistere".

La cosmogonia induista, incapace di produrre progresso organico scientifico e tecnologico,.
si estende nella storia fino all'India moderna. La Scienza abortisce pure in India.


La Cina

Luciano Benassi, trattando del tema Storia della Scienza in lezioni tenute nel1996, così efficacemente si esprime: “I saggi cinesi tradizionali ritengono che  non ci sia  bisogno di alcuna scoperta scientifica per illuminare la mente dell'uomo; bastano la filosofia e la religione".
Le coseguenze di queste convinzioni ? Anche i cinesi abortiscono la Scienza.

Da oltre un millennio essi conoscono i magneti, la polvere pirica e la tecnologia della stampa a blocchi, precorritrice della stampa a caratteri mobili. Queste conoscenze non hanno seguito alcuno.

John Needham, di formazione marxista, sentenzia esplicitamente che le ragioni del
fallimento scientifico della civiltà cinese sono d’ordine "teologico".

L’Europa
La Scienza moderna nasce con Galileo Galilei. Il Rinascimento  pone l’uomo al centro dell’Universo.
Si afferma l'uomo moderno, l'Ulisse di Dante “...fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtude e conoscenza”

Da Galileo ad oggi le finestre temporali dell’innovazione scientifica e tecnologica, già dell'ordine del millennio si riducono, via via al secolo, al decennio ed a molto meno dei tempi attuali.
L’invenzione della stampa, la prima enciclopedia, l’elettricità, il vapore, il telefono, la radio, l’aereo, la televisione, la pennicillina, il computer, i trapianti, la chimica, la farmaceutica,la conquista della luna, la lettura del DNA, occupano un time frame che supera di poco i quattrocento anni, con un addensamento nell'ultimo secolo
.
L’Oriente non partecipa a questa galoppata dello sviluppo scientifico.
Il resto del mondo, come in un’immensa osmosi, subisce ineluttabilmente il processo
inarrestabile di occidentalizzazione globale.

Russia e Giappone, grazie all'illuminismo dei propri governanti del tempo, anticipano i tempi dell’osmosi.
Pietro Il Grande, 400 ani fa, compresa l’ineluttabilità d’occidentalizzazione delle Russie, dopo aver  visitato l’Europa,  importa l’opera ommodernatrice  di italiani, svedesi, tedeschi francesi,  inglesi. Egli realizza il gran salto dal feudalesimo.
Altrettanto farà per il Giappone l’Imperatore MEJI nel periodo che va dal 1868 al 1881

Appare chiaro che l’occidentalità – da non confondere con civiltà - continua a pervadere il mondo, specie negli ultimi due o tre secoli. Il modello di vita occidentale si diffonde con il diffondersi delle suo progresso scientifico e tecnologico. L’impiego, in ogni dove, dei medesimi strumenti di lavoro, di svago e, persino,di guerra, trasforma i millenari modelli di vita . Nel mentre, però, per gli occidentali la velocità del cambiamento è incalzante, per gli arabi e gli  orientali è sconvolgente.


Ebrei e Palestinesi

Vi è,infine,una terza realtà: la ebraica.
E' entità, dalle caratteristiche peculiarissime, nella quale la modernità scientifico-positivista e le credenze mitiche si fondono in un unicum culturale di fattori storici, sociologici e psicologici in cui la scienza è tensione verso la scoperta delle leggi divine che governano il Creato.

La razionale comprensione dell'opera di Dio consente la modellizzazione dello stesso Creato; la religione è naturale propensione della ragione ad accettare l’ipotesi che l’esistente debba avere un Creatore degno di fede e di culto. Scienza e religione non hanno, dunque, il medesimo scopo, ma si fondano sul medesimo ordine.

In sintesi, in rapporto a Scienza e Religione,  l'Umanità occidentale, dalla prima metà del secondo millennio, ha percorso il ramo  positivista del Grande Fiume della Storia, divergendo da quello prevalentamente metafisico orientale ed arabo. L'impulso determinante dell'Illuminisno, ha accelerato, poi, il progresso scientifico e tecnologico dell'Occidente, ed ha contribuito ad accentuare la divergenza dei due rami fluviali.

La pervasività del progresso scientifico e tecnologico , specie nell'ultimo secolo, ha occidentalizzato gran parte del mondo arabo e di quello asiatico (non dimentichiamo che il comunismo è un aspetto del positivismo europeo), favorendo la nascita dell'integralismo islamico quale disperato tentativo di sottrarre il mondo arabo alla implacabile cooptazione dell'Occidente.

Ebrei e Palestinesi
Gli Ebrei, avendo da millenni conciliato la fiducia nella ragione e la fede in Dio, non solo hanno partecipato allo sviluppo scientifico, ma ne hanno determinato grandi accelerazioni in tutti i settori.  Essi, però, pur integrati nell'Occidente, hanno limitato il determinismo all'ambito del sensibile pur riservando allo spirito gli aspetti metafisici.

Gli Ebrei ed i Palestinesi appartengono, dunque, a due mondi del tutto diversi anche se accomunati dal monoteismo religioso di origine ebraico  Gli Ebrei sono convinti che lo sviluppo dell'umanità proceda secondo uno schema implicante il raggiungimento di gradi di conoscenza scientifica e di benessere socioeconomico via via più elevati; i secondi  si ispirano a concetti teocratici e, quindi, dogmatici propri delle conezioni metafisiche.

Il rifiuto dei Palestinesi a rinunciare alla propria identità è causa della loro autodistruzione e somparsa, come avvenne per gli indiani d’America relegati nelle riserve.
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