USA potenza planetaria assoluta
          USA: potenza planetaria assoluta                                                                                     Iraq, Mujahideen e-Khalq allo sbando
                    di Giuseppe Brindisi                                                                                                                                                di Giovanni   Bernardi                      
Dopo il disfacimento dell'Unione Sovietica, l'America è l'unica Potenza su scala mondiale. Si dà per scontato come avviene per il concetto di superpotenza. Accenniamo ai motivi che giustificano l'asserto. Ne parleremo, poi, in altri incontri, dimostrando che la forza degli USA è davvero impressionante per le possibilità di dominio assoluto e incontrastabile dell'intero pianeta.
Scienza e Tecnica. Mi è difficile indicare un solo settore ove gli USA non siano all'avanguardia. Anni 50: l'URSS, con la messa in orbita dello Sputnic, sorpassa tutti nelle tecnologie spaziali. Costringe gli USA a un affannoso inseguimento. 1969: sbarco di tre astronauti americani sulla Luna. Il primato spaziale è degli USA. I progressi nella scienza e nella tecnica galoppano incontrastati. Le tecnologie avanzate sono quasi tutte made in USA.

Le capacità industriali non si misurano più a tonnellate d'acciaio prodotte, ma a numero di computer operanti. Gli aerei fanno scomparire i transatlantici, la plastica fa chiudere i centri siderurgici, il telefono cellulare trasforma le affollate strade, i ristoranti, le stazioni ferroviarie, i luoghi di riunioni e persino le Chiese in aree simili a prati zeppi di grilli in amore e gli uomini in portatori di protesi ad una mano perennemente attaccata all'orecchio.

Il computer portatile sostituisce la valigetta, la lettera di carta è reperto preistorico, le email invadono il mondo, acronimi come DNA, SMS, ADSL, WEB, WWW, ABS, GPS, CD, ROM, DVD, invadono il linguaggio. Gli USA sfornano idee, scoperte e novità a ritmo di rock. Non solo! Sfornano anche missili, antimissili, aerei visibili e invisibili, jumbo e DC9, sottomarini nucleari, satelliti, shuttle, armi cretine e intelligenti, bombe ai neutroni, al laser, a guida inerziale, satellitare, all'infrarosso, portaerei, elicotteri per tutti gli usi ed altro.Il risultato?

Sono potenzialmente in grado di esercitare il dominio planetario assoluto nelle tre dimensioni. Con i soli sottomarini nucleari, anche solo in ruolo convenzionale, potrebbe attuare il blocco navale globale. I mostri del mare, in immersione, sono più veloci delle navi di superficie a propulsione convenzionale e armati di siluri a cui nulla sfugge. Con i missili intercontinentali possono colpire, con attacco di sorpresa, il foro dei silos dei missili intercontinentali esistenti.

L'unica potenza che, a un attacco di sorpresa, avrebbe conservato la capacità del secondo colpo, meglio conosciuta come ritorsione, è l'URSS che svanirà nel nulla. I missili di crociera Cruise possono raggiungere qualsiasi obiettivo di superficia sfuggendo con volo radente ai radar di difesa. Il dominio dei cieli è incontestabile.

La mobilità strategica e tattica delle forze terrestri è totale. La superiorità elettronica irraggiungibile. Lo scudo spaziale, poi, difendeà i centri vitali, militari e civili da attacchi missilistici balistici a lungo raggio. Per la prima volta che americani e antiamericanisti sono in sintonia. Entrambi minimizzano la realtà. Gli USA per non allarmare il mondo, gli antiamericanisti per miopia propagandistica tesa a screditare gli USA.

Odi profanum vulgus et arceo

Nota - La Pravda, meno sprovveduta di coloro che inneggiano alla decadenza in atto della potenza USA, nell'articolo del 30 luglio 2002 dal titolo "America releases a Seawolf troop into oceans", grazie a un rapporto dell'agenzia navale nazionale, denuncia la contraddittoria politica di disarmo degli Stati Uniti: "Gli USA stanno finanziando il disarmo nucleare russo, ma allo stesso tempo incrementano la minaccia atomica a ritmo serrato. Alcuni casi e dati specifici: nei progetti iniziali dovranno essere costruiti almeno 45 sottomarini classe Seawolf. Altri sottomarini classe Los Angeles, Ohio, Virginia."



 


Non si hanno notizie chiare sulla sorte occorsa al gruppo armato Mujahideen e-Khalq di opposizione al regime degli Ayatollah iraniani e ospitato da Saddam Hussein su territorio iracheno in basi situate prevalentemente al confine con l'Iran. Con una forza che alcune stime fanno arrivare fino a 30.000 uomini, odiato dalla popolazione irachena, combattuto dal regime iraniano, inserito dagli americani nella lista dei movimenti terroristici, ma sostenuto dalla opposizione iraniana, il gruppo potrebbe costituire per gli Usa un problema o un appoggio contro l'Iran.
Il gruppo, conosciuto a livello internazionale come People's Mujahideen Organisation of Iran, è sostenuto dalla organizzazione di opposizione al regime iraniano in esilio e per almeno dieci anni ha costituito l'arma deterrente e di possibile attacco di Saddam Hussein contro il vicino Iran.

Fornito di un quartier generale che fonti locali dicono essere secondo in opulenza solo al palazzo del rais, in occasione di parate organizzate nel campo di Khakis (170 chilometri a est di Baghdad) ha esibito grande disponibilità di carri armati, mezzi cingolati per trasporto truppa e armamenti, ottenuti anche grazie ai finanziamenti della comunità iraniana residente negli Stati Uniti.

Questa è riuscita a costituire un gruppo di pressione sulla Casa Bianca tanto da fare presentare lo scorso novembre una proposta "bipartisan" di 150 rappresentanti al Congresso degli Stati Uniti per la rimozione della organizzazione dalla lista dei movimenti terroristici fornita dal Dipartimento di Stato.

Secondo l'Alto commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite, qualche centinaio di iraniani si sono presentati al posto di confine con la Giordania in località Treebel (450 chilometri a ovest di Baghdad) chiedendo asilo ed esibendo documenti forniti da Stati europei e nord americani che ne attestano lo status di rifugiato politico. Molti di questi sono stati riconosciuti come membri della organizzazione Mujahideen e-Khalq.

Secondo Mohammad Mohaddessin, rappresentante della coalizione di opposizione iraniana in esilio, le autorità americane avrebbero assicurato che i campi Mujahideen a nord di Baghdad non saranno bombardati. Un diverso atteggiamento è stato invece adottato dall'aviazione Usa che ha sottoposto a ripetuti bombardamenti i campi al confine con l'Iran.

A questa azione militare avrebbe fatto seguito un attacco da parte di forze di confine iraniane. Stando a quanto riportato da altre fonti, anche il comando Mujahideen di Ashraf (100 chilometri a nord di Baghdad) sarebbe stato sottoposto a bombardamenti dagli americani.

Odiati dalla popolazione shiita irachena del sud per avere partecipato alla repressione del 1991, odiati da quella iraniana per avere avuto una parte importante nella guerra Iran-Iraq, ma supportati dal movimento di opposizione iraniana in esilio, che ha anche annunciato manifestazioni nelle principali capitali europee, i Mujahideen costituiscono massa allo sbando e al di fuori di ogni controllo. Questo, anche in virtù del fatto che i capi militari avrebbero già trovato rifugio altrove.

La questione che si pone ora per gli americani è se considerarli amici di Saddam o nemici del regime iraniano. In ognuno dei due casi dovranno fare i conti con una "manodopera" militare addestrata e per ora allo sbando, con le pressioni interne e internazionali degli esiliati iraniani e con il rischio che questi professionisti delle armi siano assorbiti da un'area d'influenza anti americana.