La supremazia planetaria USA nel campo degli Armamenti
Armi impiegate nella guerra in Iraq
Inefficacia degli armamenti contro il Terrorismo
Giuseppe Brindisi, 7 gen 05
foto e caratteristiche dei sistemi d'arma e delle armi impiegati in guerra iraq


Il divario quantitativo e, soprattutto, qualitativo, tra i Sistemi d'Arma americani ed iracheni impiegati nella recente guerra USA-Iraq, è tale da rendere improponibile un confronto seppure sommario. Gli USA continuano ad impiegare risorse immense nella R&D di sistemi d'arma  iper-tecnologici. Nessuna delle quattro dimensioni (terrestre, marittima, aerea, spaziale) è trascurata ai fini del dominio assoluto. Centinaia di sottomarini nucleari assicurano sia il controllo dei mari sia quello della supremazia nucleare.

Ciascun sottomarino è dotato, sia di missili Strategici con testate nucleari multiple, sia di missili di crociera (Cruise) che, volando a poche decine di metri dalla superficie terrestre sfuggono ai controlli radar. I sistemi di navigazione sono stati perfezionati al punto di conferire Errori probabili inferiori ai dieci metri a distanze di 20.000 kilometri. I sistemi di navigazione vanno da quelli satellitari (GPS) a quelli inerziali ed ancora a quelli basati sul confronto tra la rotta terrestre digitalizzata e quella realmente seguita dal missile per continue e precise correzioni cibernetiche.
Gli avanzamenti scientifici e tecnologici si alimentano alla simbiosi tra ricerche per fini militari e quelle per scopi cosiddetti civili.

Delle ricerche coperte da rigidissime norme di segretezza, si sa pochissimo. Riguardano soprattutto "Lo scudo spaziale", le armi biologiche e la guerra ambientale. A tal proposito il maremoto che ha devastato le coste di numerosi paesi asiatici, potrebbe ( si enfatizza il condizionale perchè una grande democrazia come gli USA rispettosa del Diritto Umanitario, mai penserebbe di ricorrere a metodi distruttivi apocalittici) essere provocato con esplosioni nucleari sottomarini della potenza di megatoni.

Si può affermare, senza possibilità di smentite serie, che gli USA, in questo  momento posseggono la potenza per debellare qualsiasi Paese o ipotetiche coalizioni dei suoi avversari.

Il terrorismo manifesta un confronto asimmetrico che sfugge ai metodi convenzionali di calcolo per determinare la potenza necessaria per annullare la sua capacità operativa.
Esso, da una parte non ha possibilità di conquistare o sottomettere un Paese e dall'altra la capacità di procurare distruzioni e sofferenze gravissime anche alla maggiore potenza planetaria.

Si può sconfiggere con un'azione corale svolta con fermezza costante nel tempo necessario a debellarlo. Non vi sono alternative. E' la prima volta nella storia dell'umanità che molte centinaia di persone hanno provocato la loro disintegrazione per uccidere coloro che costituiscono ostacolo ai loro piani. E' la prima volta che l'uomo si uccide per uccidere anche inermi, innocenti, donne , bambini e vecchi.  Ben diverso è sacrificarsi per salvare i propri famigliari o componenti del gruppo di appartenenza (è il caso di Pietro Micca e di tanti eroi); gli uomini-bomba distruggono la loro vita per uccidere al solo scopo di terrorizzare. La pericolosità del fenomeno è ascrivibile a chi diabolicamente trasforma uomini in mostri, in pazzi privi di ragione.

La gravità dell'eccezione comportamentale non sembra per niente recepita dall'Occidente. Più che le armi fisiche, la guerra, l’occupazione di Paesi, questo terribile evento deve essere affrontato con una vasta, scientifica azione d’opposizione alle idee diffuse dai condizionatori che, poi, si ammantano di falsa religiosità.

Il mondo occidentale, ancora sottomesso a religioni che non hanno saputo evolversi da ideologie del terrore(inferno) a religioni morali (cosmiche, come quella di San Francesco) (leggasi "Come io vedo il mondo - Religioni-" di Albert Einstein), non debellerà questo cancro del XXI secolo se non darà vita ad un vastissimo movimento culturale che elevi la capacità critica delle masse ed insegni ai giovani il valore "anche divino" della Ragione.